WU LEI, QUEL CHE POTEVA ESSERE E ANCORA NON È STATO

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Wu Lei è calciatore cinese più celebrato e famoso, il ragazzo sul quale gravano tutte le speranze calcistiche della nazione più popolosa al mondo. Un fardello che lo può elevare a leggenda o lo può schiacciare. A 26 anni e dopo un’intera carriera passata a vestire la maglia delle Metal Eagles dello Shanghai Sipg, Wu Lei si trova ad un bivio cruciale: diventare una guida, una fonte di ispirazione per la Cina calcistica oppure fallire e restare per sempre un incompiuto.

Prima di parlare di Wu Lei come calciatore però dobbiamo fare un passo indietro di molti anni e presentare il suo mentore, ovvero Xu Genbao, il pioniere del calcio giovanile cinese. Nato nel 1944 quando ancora la Cina non era in guerra con i giapponesi, ha militato nella squadra dell’esercito di Nanchino prima che la Rivoluzione Culturale mettesse fine alla sua carriera. La sua nuova vita da allenatore iniziò nel 1978 quando fu ingaggiato dalla squadra provinciale settentrionale dello Shanxi. Dopo sei anni passati alla guida della rappresentativa dello Yunnan, nel 1987 Xu fu ingaggiato dalla nazionale giovanile che ai tempi partecipava al campionato di prima divisione. Grazie alla guida di Xu la China B fu incoronata campione nazionale nel 1989, interrompendo per un anno l’egemonia del Liaoning, la squadra più forte di quell’epoca, nonché campione continentale nel 1990.  L’esperienza vincente convinse il governo ad assegnare a Xu la panchina della nazionale maggiore, ma in vista della Coppa d’Asia del 1992 a guidare la nazionale fu il tedesco Klaus Schlappner, che conquistò un bronzo in Coppa d’Asia ma fallì miseramente il tentativo di qualificarsi a USA 1994. Alla fine degli anni ’90 Xu andò vicinissimo a scrivere la storia del calcio cinese con il Dalian Shide, perdendo la finale di Coppa Campioni asiatica ai calci di rigore contro i coreani del Pohang Steelers.

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