San Paolo-Guangzhou sola andata: storie di chi sognava l’Europa ma ha trovato la Cina

Nel mondo del calcio il passaggio per ogni giovane promessa dal paese carioca all’Europa è un rito che sembrava essere nato con il calcio stesso e destinato a ripetersi in eterno. Sono tantissimi, anche oggi i bambini che crescono con il mito di Ronaldo, Robinho (uno dei più amati dai brasiliani) e Neymar e che sognano un giorno di poter calciare quel pallone, per anni unico amico in una realtà complicata come quella del paese sudamericano su un campo come il Santiago Bernabeu, o l’Old Trafford e diventare l’idolo di migliaia di persone.

Fatta questa premessa, è ora il momento di guardare la realtà negli occhi e scoprire in che modo questo rito di passaggio che fino a dieci anni fa nessuno avrebbe messo in discussione stia nel corso degli ultimi tempi coinvolgendo sempre di più un terzo continente, l’Asia e in particolar modo il paese del Dragone.

Che la Cina stia rivoluzionando indirettamente anche il mondo del calcio europeo, soprattutto da un punto di vista economico è un dato che pure i più scettici riconoscono, ma il fatto che si stia ponendo come alter ego dell’Europa calcistica agli occhi dei giovani calciatori brasiliani non può che suscitare curiosità e quindi voglia di approfondire questo fenomeno. Ma chi sono questi calciatori che magari per anni hanno sognato di emulare le gesta di Ronaldinho e che ora giocano a Nanchino, a Shangai e a Pechino senza aver mai messo piede su un campo di calcio europeo?

Partiamo da Elkeson de Oliveira Cardoso, noto semplicemente come Elkeson, probabilmente uno dei più conosciuti dagli appassionati. Attaccante che dopo una discreta carriera in patria nelle fila del Vitoria e del Botafogo nel 2012 passa al Guangzhou Evergrande, club con cui vince per ben due volte, nel 2013 e nel 2015 la Champions League asiatica. Nel 2016 si trasferisce allo Shanghai SIPG dopo aver vinto per due volte la classifica marcatori della Chinese Super League. Mica male.

Seconda punta imprevedibile e all’occorrenza ala è Ricardo Goulart Pereira, ricordato anche lui per aver alzato la Champions League asiatica con il Guangzhou Evergrande nel 2015, competizione di cui è stato anche il capocannoniere. Altro calciatore niente male.

Non sempre però le giovani promesse carioca che approdano in Cina riescono ad avere una carriera tanto esaltante e ricca di trofei: è il caso del trittico Junior Urso, Renatinho (che si mette in evidenza anche per un’esperienza in Giappone) e Ivo Darosa, militanti rispettivamente nel Guangzhou R&F e nel Beijing Renhe. I tre rappresentano la prova lampante di come anche in un sistema calcistico apparentemente lontano anni luce da quello europeo le qualità individuali riescano ad emergere portando i singoli a traguardi più e meno importanti in base a caratteristiche e attitudini.

Giramondo di campionati asiatici è sicuramente Carlos Adriano de Sousa Cruz, consosciuto come Adriano. In forza attualmente allo Shijiazhuang Ever Bright ha dato il meglio di sé nel Seul, in Corea del Sud, dove è stato capocannoniere della Champions League asiatica del 2016 e l’autore del  singolare record di segnare quattro gol in una singola partita.

C’è invece anche chi è stato vicinissimo all’Europa e in particolare all’Italia, ma che per curioso volere del destino si trova ora a giocare per il Tianjin Quanjiang. Stiamo parlando di Geuvanio, talentuosa ala sinistra ex Santos che lo scorso anno è stata in procinto di vestire la maglia della Lazio e che sarebbe potuto essere secondo i dirigenti biancocelesti che lo hanno trattato il nuovo Felipe Anderson.

Ultimo in ordine di tempo a raggiungere il paese del fiume Giallo è Mário Sérgio Santos Costa, meglio conosciuto come Marinho, centrocampista che nel gennaio del 2017 approda nelle fila del Changchun Yatai. I pochi mesi passati dal suo arrivo non permettono ancora di capire se riuscirà a ripercorrere una carriera ricca di trofei o se dovrà accontentarsi del ruolo di gregario di lusso, sarà solo il tempo a dare una risposta.

Tirando le somme, l’elemento più importante da ricordare dopo quest’excursus che ha unito tre continenti è che il monopolio calcistico europeo sul mercato dei giovani talenti sudamericani se per adesso non è destinato ad interrompersi bruscamente ha però un nuovo concorrente, apparentemente ai confini del mondo, ma tanto affamato e ricco di risorse e di voglia di crescere. La partita è ancora tutta da giocare.

 

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