Premier League-Cina: ecco i dati relativi ai diritti tv

La Premier League è sicuramente il campionato più seguito al mondo, avendo registrato negli ultimi anni un numero di fan pari a 1,2 miliardi circa. Basti pensare che nella scorsa stagione calcistica il campionato inglese ha incassato 3,3 miliardi di sterline dai diritti tv, dati mostruosi che diventano ancora più significativi se confrontati con quelli relativi agli altri maggiori campionati europei. L’incasso dai diritti tv della Premier è stato il doppio rispetto a quello della Liga spagnola e guardando in Italia, combinando i diritti tv della nostra Serie A con quelli della Ligue 1 non ci si avvicina neanche lontanamente ai dati relativi al campionato d’oltremanica.

Anche analizzando i dati relativi ai singoli club partecipanti ai vari campionati europei, le squadre inglesi fanno da padrona, in quanto i diritti domestici della Premier vengono distribuiti al 50% in parti uguali, per il 25% in base al numero di passaggi tv di ogni squadra e il restante 25% in base al piazzamento in campionato. I diritti esteri, invece, sono distribuiti al 100% in parti uguali. In pratica, solo di quota fissa, un club di Premier incassa 140 milioni di sterline, circa 162 milioni di euro, ai quali andranno aggiunti i passaggi in tv e la posizione finale in campionato. Confrontando questi dati con quelli delle squadre del nostro campionato, la Juventus per esempio, la quale è prima in Italia negli introiti da diritti tv, ne incassa circa 100 a stagione. A questo punto è chiaro comprendere quanto gigantesca sia la sproporzione tra Serie A e Premier League sul versante degli introiti relativi ai diritti tv.

Per quanto riguarda il suddetto mercato circoscritto esclusivamente alla Cina, nella passata stagione il campionato inglese è stato seguito da 350 milioni di persone aggiudicandosi il 27% dello share fra i cinque maggiori campionati europei. Il campionato italiano, invece, ha raggiunto solo il 9% dei telespettatori cinesi, cioè un terzo rispetto a quelli della Premier.

Nella scorsa stagione rispetto agli anni passati vi è stato un aumento del 67% degli abbonamenti alle pay-per-view cinesi, fra le quali IPTV, OTT e PPTV, arrivando a raggiungere una larghissima fetta di fan nella nazione asiatica. La Premier ha inoltre coperto 3605 ore di diretta nelle tv cinesi, dati mostruosi i quali rappresentano il doppio della copertura tv rispetto agli altri quattro maggiori campionati europei combinati fra di loro.

Inoltre, per dovere di cronaca, rappresenta sicuramente una novità importante il fatto che Suning, società posseduta dall’attuale presidente dell’Inter, con la sua PPTV si è aggiudicata i diritti tv della Premier League per tre stagioni a partire dal 2018 sborsando 600 milioni di euro. Suning è inoltre subentrato all’inadempiente LeEco anche nei diritti tv della Chinese Super League, la quale aveva sborsato 400 milioni di euro per aggiudicarsi i diritti tv del campionato cinese.

Le squadre inglesi fanno da padrone non solo in TV ma anche e soprattutto nei social network. Infatti, secondo lo studio Red Card del 2017 tra le prime quattro posizioni delle squadre più seguite sulle piattaforme sociali ben tre sono britanniche (Manchester United, Arsenal e Liverpool). La Premier League in Cina, inoltre, nella stagione 2015/2016 è stata seguita al 90% da persone la cui età è sotto i 40 anni. I contenuti online riguardanti il campionato inglese, invece, sono stati seguiti per il 95% da under 34.

Questi dati confermano come la Cina stia consumando sempre più velocemente calcio velocemente svecchiando, anche e soprattutto partendo dal calcio. La Premier League ha già iniziato concretamente e massicciamente a esportare il proprio brand e il proprio appeal mediatico in Cina ottenendo risultati mostruosi dal punto di vista commerciale e finanziario. L’Italia, invece, per adesso si trova essere fanalino di coda dei maggiori campionati europei. Dovrà sin da subito invertire la rotta aumentando l’attrattività del proprio campionato aprendosi anche di più culturalmente al nuovo mondo che avanza. Da questo punto di vista è molto importante la decisione di far giocare il derby di Milano ad un orario compatibile con quello cinese. Scelta sicuramente da premiare quella dei due club milanesi ma che non può e non dovrà rimanere unica e isolata.

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