Intervista a Pasquale Campopiano (cds): “L’attenzione si deve spostare a quello che accadrà dopo il closing”

Blog Calcio Cina intervista Pasquale Campopiano, il giornalista del Corriere dello Sport che da mesi sta seguendo la trattativa Milan, il principale punto di riferimento per capire la strada che sta portando i rossoneri verso il closing e verso la nuova era cinese

Come nasce l’idea di seguire in modo così approfondito la trattativa Milan?

Era la sera del 14 aprile. Le circostanze specifiche le svelerò nel libro che scriverò alla fine di questa storia. E’ stato un caso, nel giornalismo ci vuole una fonte primaria e io ho avuto il fortuna di averla, mi è cascata quasi dal cielo. Io non andavo minimamente alla ricerca di una storia del genere, ma nel momento in cui me la sono ritrovata davanti, mi sono reso conto che era talmente grossa, talmente particolare, a cui non potevo rinunciare. La storia della cessione del Milan, di un grande club, di Silvio Berlusconi, grande personaggio legato agli ultimi 30 del calcio e della politica, che d’improvviso vende ai cinesi, è il colmo. Mi sono detto che la vicenda valeva la pena di essere raccontata.

Siamo in prossimità del closing, ma la situazione è poco chiara. Alcuni giornali dicono che la cordata è forte e che i soldi ci sono, altri che l’intera operazione verrà finanziata da un pool di banche. A te cosa risulta?

Sin dall’inizio di questa storia c’è stata poca chiarezza, i cinesi coso fatti così, eseguono tutto in grande segretezza e sono molto riservati sui dati di tipo economico. Vi è tutto un sistema di autorizzazioni governative e bancarie quando si tratta di far uscire i capitali, per questo tutto risulta essere molto complesso. Diversamente dall’Inter dove c’era un solo soggetto privato, il Suning; nel Milan siamo di fronte a un fondo, con più soggetti coinvolti, e quindi un maggior alone di mistero. La riservatezza è data anche dal fatto che il mondo Milan mediaticamente è spaccato in due: una parte preponderante legata a Berlusconi e Galliani, che ha paura del cambiamento, mentre un’altra che racconta il cambiamento che sta avvenendo. Questi due mondi si sono scontrati, ma se guardiamo ai fatti, 100 milioni di euro sono entrati, e altri 450 arriveranno fra poco più di un mese. Come stanno realmente le cose lo sanno solo i diretti interessati, le informazioni che arrivano a me sono tranquillizzanti per i tifosi del Milan. A me è stato smentito il coinvolgimento delle banche in questa prima fase della trattativa.

Quindi non siamo di fronte al rischio di vedere un Thohir bis o un’operazione analoga a quella che voleva intavolare Mr. Bee

Thohir è un imprenditore, un finanziere, che ha comperato per poi rivendere. Bee non ha portato a compimento nulla, dato che non vi erano le basi finanziarie per completare l’acquisizione. Sicuramente non è Mr. Bee 2 questo tipo di operazione. All’interno del fondo i soggetti coinvolti possono entrare con delle quote che poi potranno essere rivendute ai soggetti che fanno già parte del fondo perché gli accordi dicono questo. Se io e te stessimo con altre quattro persone in una cordata per comperare il Milan, se tu a un certo punto esci, la tua quota va ricomperata fra me e gli altri soggetti. Questo può avvenire e sarebbe una lontana parente dell’operazione Thohir.

Per quanto riguarda Yonghong Li vi sono state pesanti accuse da parte di Bloomerang e Caixing per quanto riguarda garanzie bancarie falsate. Erano accuse con un fondamento?

I fatti sono stati smentiti dalla Sino Europe, le parti coinvolte hanno sempre detto che le accuse dei due giornali non sono mai state confermate. Se qualcosa di poco chiaro c’è stato, era all’inizio dell’operazione, perché i documenti a cui si riferivano Bloomerang e Caixing riguardavano le garanzie bancarie per entrare in trattativa con Fininvest, ma stiamo parlando di aprile-maggio. D’altro canto tutto quello che è successo dopo la firma del 5 agosto è chiaro, i patti sono stati rispettati e i fatti ci dicono che si sta andando spediti in direzione del closing.

Tornando indietro nel tempo, ad agosto ad un certo punto è emerso il nome di Sonny Wu della Gold Sand River, il giorno dopo Jorge Mendes con la Fosun, e infine la firma da parte di Yonghong Li. Come si è rotta la cordata di Galatioto?

La notizia dell’interesse della Gold Sand River era sicuramente fondata, faceva parte della lista degli investitori. La cordata di Galatioto e Gancikoff vi erano anche Yonghong Li e Ang Li, infatti la Sino Europe venne fondata da Galatioto con l’appoggio di Jie An De, holding personale di Li, che aveva incaricato l’advisor americano di intavolare la trattativa, con il coinvolgimento successivo di Gancikoff, che era legato a Steven Zheng e Sonny Wu della GSR. Probabilmente quei giorni è andato qualcosa storto con la GSR, quello che risulta a me è che al tavolo della trattativa, la società di Sonny Wu rispetto agli altri soggetti coinvolti aveva un ruolo preponderante. A quel punto è entrato in scena Yonghong li su segnalazione di Fininvest, adirato per una GSR leader dell’operazione, ha preso la situazione in mano e scelto di rompere il rapporto con Galatioto ed è andato alla firma del preliminare da solo. Sull’eventuale partecipazione della Fosun… quello era un titolo della Gazzetta, a me non è mai risultato. La cordata era quella che comprendeva Galatioto e Gancikoff, il quale aveva delle mire da amministratore delegato, con GSR e altri soggetti coinvolti. Usciti questi sono rimasti alcune società come la TCL corporation, svelata solo negli ultimi giorni, ma che c’era già d’allora.

In tutti i club europei di proprietà o a compartecipazione cinese, da parte di questi vi è l’interesse a espandere il proprio business in Europa o a rafforzarlo: il Suning ha studiato i dossier di unieuro per espandere la propria multinazionale al di fuori dei confini asiatici, mentre gli albergatori che hanno acquistato l’OGC Nice avevano già una catena sino-francese. Ti risulta che le società coinvolte nella cordata, la TCL Corporation o la Yongda abbiano piani di espansione verso l’Europa?

Questa è un’operazione differente, penso che puntino a fare marketing in Cina, proprio per questo hanno scelto il veicolo del fondo, perché non essendoci un soggetto privato e potente come Suning, l’obiettivo degli investitori è quello della quotazione in borsa. L’idea sportiva sarà in Europa, mentre Il business commerciale verrà eseguito soprattutto in Cina

Come lo vedi il futuro del Milan fra calciomercato e quotazione in borsa? Riuscirà a risollevarsi dopo questi ultimi anni di delusioni?

Dipende da come verà eseguita questa operazione. Il difetto più grande di chi ha seguito questa vicenda, sia in prima persona, come me, sia i tifosi, è stato sempre quello di guardare al momento e mai al futuro. Se c’erano gli scettici, vi erano anche quelli come me che vedevano che i fatti portavano alla cessione del Milan. Il punto focale dunque è vedere cosa accadrà dopo, dato che è assodato che il Milan sarà venduto. Non dico al 100% ma al 99.9% si arriverà in fondo a questa operazione. Quel che conta osservare ciò che accadrà negli anni a venire, perché i 350 milioni di euro promessi dopo il closing nei prossimi tre anni, in realtà sono il costo gestionale del Milan, perché i rossoneri chiudono ogni anno il bilancio con -100milioni, diciamo che quei soldi sono garantiti per la sopravvivenza rossonera. Tutto quello che loro saranno in grado di costruire attorno sarà il vero valore aggiunto che potrebbe riportare il Milan in Champions League nel giro di due anni, ma molto dipende se riusciranno a fare un aumento di capitale e quotare il Milan in borsa, da che tipo di sponsorizzazioni si effettueranno, come verrà veicolato il brand Milan a oriente. Dato per certo che tutto si sta muovendo in direzione del closing, ora l’attenzione si deve spostare a quello che accadrà. Poco a poco si sta togliendo il velo di mistero attorno all’operazione

Precedente AFC qual. Russia 2018: pari fra Australia e Giappone, l'Iran balza in testa nel proprio girone Successivo Lo Slavia Praga e Pavel Nedved: il nuovo asse fra Cina e Repubblica Ceca