L’Ultimo Uomo: Viaggio nella cultura ultras cinese

I primi gruppi Ultras, e con loro le rivalità fra squadre e tifoserie appartenenti alla stessa provincia, se non città, nascono in Cina solo intorno agli anni ’90, in parallelo con la crescita del calcio professionistico. I derby cittadini sono una novità per il mondo calcistico cinese e si sono originati con la privatizzazione delle squadre e la possibilità per gli investitori di fondare nuovi club. Dalla nascita del campionato della Repubblica Popolare, nel 1951, fino agli anni ai primi anni ’90, le squadre erano tutte di proprietà delle autorità sportive locali (ed erano composte solo ed esclusivamente da cinesi) e non ve ne era più di una per città.

Anche solo ad uno sguardo superficiale, quello che balza all’occhio è che molti gruppi ultras hanno nomi italiani, come gli Aquila Ultrà Destra dello Shandong Luneng, i LFAM (Lotta Fino alla Morte) del Beijing Guoan o le innumerevoli “Curve Nord”. Nonostante la Serie A ora in Cina sia un prodotto di nicchia, principalmente per la sua incapacità di fare branding sui mercati esteri, il calcio italiano rimane un oggetto di culto fra una piccola cerchia di tifosi cinesi, dato che è stato, assieme alla Premier League il primo campionato straniero ad essere trasmesso in Cina.

Oggi nella Chinese Super League abbiamo ben quattro derby cittadini (a Tianjin, a Pechino, a Shanghai e a Guangzhou) oltre a varie rivalità provinciali, come il Delta Yangtze Derby (cioè il Derby del Fiume Azzurro) fra lo Jiangsu Suning e le due compagini di Shanghai; il Derby di Cina, cioè quello tra Beijing Guoan e Shanghai Shenhua (che più o meno rappresentano il Nord e il Sud del Paese); e il JingJin Derby, tra Tianjin Teda e Beijing Guoan (due municipalità del Nord). Le rivalità sono tante, insomma, ma ognuna fa storia a sé, aiutandoci a capire maggiormente la cultura del tifo in Cina, comprese le enormi difficoltà nel concetto di identità.

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