L’Ultimo Uomo: Perché i cinesi non sono bravi negli sport di squadra?

La risposta è da cercare nel sistema educativo e culturale del paese.

Quando si parla di sport cinese una questione comune è la seguente: «Perché in Cina ci sono più di un miliardo di persone ma non se ne riescono a trovare undici decenti per formare una squadra di calcio?».

Quando si prova a rispondere, usando uno stereotipo flebile, si dice che gli asiatici non hanno una struttura fisica adatta per il calcio. L’altra questione, ben più concreta, riguarda il fatto che in Cina la cultura calcistica si è sviluppata con parecchi anni di ritardo e non è radicata fra i bambini. Michele Luzi da qualche anno allena con la scuola internazionale wwcamp i bambini cinesi negli asili e nelle scuole primarie di Chongqing, la quarta municipalità cinese: «Sono rimasto stupito del fatto che i bambini hanno toccato per la prima volta un pallone da calcio con me. In Italia a 5-6 anni quando si arriva in una Scuola Calcio si ha una chiara concezione di questo sport, qua in Cina invece spesso non sanno cosa sia e devono capire il motivo per cui la palla deve entrare nella porta».

L’assenza di una cultura calcistica è un fattore penalizzante per le ambizioni di gloria della Cina, ma per trovare una vera risposta alle difficoltà nel calcio bisogna scavare ancora più in profondità. C’è bisogno di analizzare l’intera sfera sportiva cinese, non solo quella calcistica per porci un’altra domanda: «Perché la Cina eccelle nelle discipline individuali e raramente riesce a ottenere risultati a livello globale negli sport di squadra?».

Dopo aver partecipato a Helsinki 1952 senza aver vinto medaglie, la Repubblica Popolare Cinese di Mao Zedong si isolò dal mondo sportivo per la questione riguardante il riconoscimento di Taiwan. Il reintegro nel Comitato Olimpico Internazionale avvenne solo nel 1979 e i primi giochi conditi da medaglie furono le Olimpiadi di Los Angeles, boicottate dalla maggior parte degli stati del blocco orientale. Da quel momento la Cina ha portato a casa 541 medaglie, di cui 224 ori. L’apice è stato toccato nelle Olimpiadi casalinghe del 2008 con 100 medaglie e il primo posto nella classifica finale per la prima e unica volta nella sua storia.

La Cina eccelle negli sport individuali: 69 medaglie nei tuffi, 54 nel sollevamento pesi, 73 nella ginnastica, 53 nel table tennis, 56 nel tiro, 41 nel badminton, 43 nel nuoto, 27 nell’atletica e 22 nel judo. Queste medaglie, arrivate tutte da sport individuali, rappresentano l’80% del totale. Anche se alcune di queste competizioni annoverano anche più atleti (tuffo sincronizzato, squadre di ginnastica, staffette nel nuoto e nell’atletica), di base rimangono sport individuali. Le uniche medaglie di sport collettivi conquistate dalla Cina nel corso della sua storia riguardano il volleyball (3 ori, 1 argento e due bronzi), il canottaggio (1 oro, 4 argenti e 4 bronzi), il nuoto sincronizzato (3 argenti e 2 bronzi). Altri risultati minori: un argento e un bronzo su basket e beach volley; un argento su hockey su prato e soft ball, e infine un bronzo pallamano. Le medaglie negli sport di squadra rappresentano quindi appena il 4,9% del totale. Per dare una proporzione, per l’Italia costituiscono invece il 15,5% del totale.

Un dato interessante da sottolineare riguarda il genere. Le medaglie nel volleyball, basket e calcio sono solo femminili, così come la maggior parte di quelle conquistate nel canottaggio. Nel corso della storia ci sono stati alcuni atleti maschili di spicco internazionale in sport come calcio e basket. Negli anni 20 e 30 la nazionale calcistica della Repubblica Cinese, rappresentata quasi esclusivamente da elementi del South China di Hong Kong, è rimasta imbattuta per 13 anni, dal 1923 fino alle Olimpiadi berlinesi del 36, grazie anche alle leggendarie prestazioni di Lee Wai Tong. Anche nel Basket la Cina si è fatta notare per alcune stelle che hanno militato in NBA, sei, da Mengku Beteer (Denver Nuggets) a Yao Ming, la cui fama potrà essere ereditata da Zhou Qi, un colosso da 2.16 metri di soli 21 anni, che dalle montagne dello Xinjiang si è da poco trasferito a Houston.

Nel basket la Cina ha vinto 16 delle 21 manifestazioni per nazioni asiatiche, ma dal punto di vista mondiale il miglior piazzamento rimane l’ottavo posto nel 1994. Decisamente migliori i risultati della rappresentativa femminile, che oltre ad essere la compagine più titolata d’Asia, vanta un argento e un bronzo sia alle Olimpiadi che ai Mondiali. Se almeno nel basket le rappresentative maschili hanno sollevato trofei, per quanto riguarda volleyball e calcio il paragone fra i due sessi neanche sussiste.
Aggiustata un po’ allora, a questo punto la domanda diventa: «Perché la Cina eccelle nelle discipline individuali e raramente riesce ad ottenere risultati negli sport di squadra eccezion fatta per le donne?». Eliminando subito una questione: la risposta non risiede nel corpo ma nella mente, per cui dobbiamo addentrarci nel sistema culturale cinese per trovare una risposta.

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