L’Ultimo Uomo: la nuova via della seta

Di calcio cinese si parla solamente nei mesi di gennaio e luglio, durante le due finestre del calciomercato. I club della Chinese Super League sono arrivati a spendere cifre così esorbitanti che nella sessione invernale della scorsa stagione hanno superato quelli della Premier League per la prima volta nella storia. Anche nel 2017 il mercato si è aperto in maniera sfavillante, con l’approdo di Oscar allo Shanghai Sipg per 60 milioni di euro, un nuovo record asiatico, che era stato fissato solo qualche mese prima dalle stesse Metal Eagles di Shanghai prendendo Hulk a 55 milioni.

Oltre all’ex Chelsea, in questi ultimi due mesi sono approdati in Cina nomi altisonanti come Tevez (Shanghai Shenhua), Pato e Witsel (entrambi al Tianjn Quanjian). Questo vortice di spese ha coinvolto anche i prezzi dei cartellini dei calciatori cinesi, tanto che l’Hebei Fortune ha pagato Zhang Chengdong dal Beijing Guoan ben 20.4 milioni di euro. Una cifra altissima se pensiamo al fatto che rimane comunque un giocatore di livello minore rispetto ad altri cinesi, come Wu Lei o Cao Yunding (rispettivamente Shanghai Sipg e Shanghai Shenhua).

L’attenzione mediatica si focalizza prevalentemente sui giocatori che dall’Europa approdano in Cina, e ci si interroga se la Chinese Super League in futuro assumerà una posizione di centralità. Le spese sono destinate a diminuire dopo una crescita assolutamente deregolamentata, e anche per il calcio cinese, così come per l’economia del paese, si parlerà di un processo di stabilizzazione definito come New Normal. Nonostante la separazione fra l’organismo statale della General Sports Administration e la Chinese Football Association, il governo ha scavalcato la federazione e imposto delle restrizioni sugli stranieri, ma sopratutto, a partire dalla prossima estate, una tassazione extra per quegli acquisti che superano i 30 milioni di euro, che verranno devoluti allo sviluppo del calcio giovanile.

Forse, con meno stranieri in campo, l’appeal del calcio cinese subirà un rallentamento, ma non è solo dai fatti di campo che si può intuire la grandezza del movimento voluto dal presidente Xi Jinping. Il calcio giocato e il calciomercato sono solamente la punta dell’iceberg di un progetto che va oltre il campo e arriva alla diplomazia e al cosiddetto soft power.

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