Le finaliste della UEFA Champions League a confronto: il brand Juventus in Cina

La stagione 2016/2017 ha segnato una svolta nella storia della Juvestus, oltre ai grandi meriti sul campo, con la conquista del sesto scudetto consecutivo e la seconda finale di Champions in tre anni, i bianconeri hanno assunto una visione globale con il tanto discusso cambio di logo, quindi di porsi, in particolar modo verso il mercato orientale e cinese. Nell’articolo precedente abbiamo analizzato il brand dell’altra finalista in Cina, ovvero il Real Madrid (leggi qui), ora vediamo quello della Juvestus, ancora ad uno stato embrionale, ma con molteplici possibilità di svilupparsi.

ACADEMY

La Juventus ha istituito la sua prima academy cinese a Shanghai nel 2016 con la concessione del proprio marchio al Shanghai Lingang Group, in collaborazione con l’Awesome Sport. L’obiettivo è quello di espandere il brand bianconero fra i bambini e le famiglie. Allo stato attuale l’academy conta 150 iscritti fra i 5 e i 14 anni, con l’obiettivo di arrivare a 1200 entro il 2019. La struttura conta di sette campi da calcio e strutture indoor.

L’esperimento di Shanghai non sembra però dare al momento i frutti sperati, per cui la Juventus sta cercando di vìcambiare strategia con l’aperura di strutture che la società stessa controlleràcome svelato da Luca Donato (Brand Development Manager) in un’intervista rilasciata a Vi360 (leggi qui)

PARTNER COMMERCIALI

La differenza di fatturato fra la Juventus e le big del calcio europeo è data in particolar modo dalla voce merchandising. I bianconeri, così come il Real Madrid e pochi altri club europei (fra i quali non figura nessun italiano), hanno stretto una collaborazione con Alibaba, il re dell’e-commerce, con l’apertura di una piattaforma di e-shop su Taobao. Questa mossa potrà aiutare la Juve a colmare negli anni il grande gap attualmente vigente dal punto di vista del merchandising.

SOCIAL MEDIA

Seondo quanto riportato dal report del Mailman Group, l’attività della Juventus su Sina Weibo è ancora ad un punto morto, con soli 20mila follower, dunque due zeri in meno rispetto al Real Madrid. Rispetto allo scorso anno la crescita su Weibo è stata solo di 9.000 unità contro le 700mila degli spagnoli. La Juventus ha aperto in tempi recenti anche un proprio canale WeChat. A discapito dei successi in campo nazionale, persino il Chievo Verona ha più follower della Juventus su Sina Weibo (25.000), il che significa che era necessario muoversi molto prima sui social media cinesi e con una strategia ben oculata.

IL CALCIO ITALIANO IN CINA

La Juventus in Cina si è mossa certamente in ritardo sul mercato cinese rispetto alle altre big del calcio europeo, ma la lenta crescita in popolarità sui social network (la quale influisce negativamente anche dal punto di vista del merchandising) è anche data dalla totale asseza del brand Serie A in Cina. Nonostante l’accordo siglato novembre scorso da Tavecchio in Cina, le attività stanno anzora a zero.

La Serie A è l’unico campionato che non ha un proprio profilo sui social media cinesi, e non essere presenti sulle piattaforme Weibo e WeChat significa non esistere in Cina. Questo fatto molto grave ha delle conseguenze estremamente negative sull’appeal del nostro calcio per i boradcaster cinesi. La Serie A è trasmessa solamente dalla LeEco per poco più di 300 ore di trasmissione all’anno contre le 1500 del campionato spagnolo.

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