La CSL vista da Chongqing: undici leoni contro l’extraterrestre Hulk e un gregge smarrito che cade con l’Henan

Sono passate tre settimane dalla mia prima esperienza all’Olympic Sports Center, durante le quali il Chongqing Lifan dopo la bella vittoria con il Guizhou Zhicheng, si è reso protagonista di prestazioni alterne collezionando due ottimi pareggi, uno esterno con il Shandong Luneng di Graziano Pellè (autore tra l’altro del gol del pari a pochi minuti dal termine) e uno casalingo quanto mai insperato con il Shangai SIPG di Hulk e Oscar, raggiunto in mischia all’ultimo respiro, ai quali si sono aggiunte due rovinose sconfitte nel giro di quattro giorni: la prima nell’impegno esterno di FA Cup che ha visto il Lifan eliminato dal modesto Heilonjiang Lava Spring, squadra di China League Two(l’equivalente della nostra Lega Pro), e la seconda nella gara casalinga di campionato con il fanalino di coda, l’Henan Jianye.

Le due gare interne alle quali ho assistito dicono tutto e il contrario di tutto, ho visto undici leoni nella bolgia dell’Olympic Sports Center contro Hulk & Co., e undici pecorelle trotterellanti con l’Henan, contro i quali mister Chang si è dimostrato più smarrito del proprio gregge. Chi vi scrive si augura che venga rispedito quanto prima in Corea.

In una generica analisi dei due match la differenza più eclatante sta proprio nell’approccio alla partita, se è vero infatti che nella sfida di cartello con il Shangai SIPG dell’extraterrestre Hulk i padroni di casa hanno evidenziato grande grinta e concentrazione unite ed una buona compattezza, nella seguente patita con l’Henan i ragazzi dell’inutile mister Chang si sono presentati in campo senza lo spirito combattivo del quale una squadra come il Chonqing Lifan , con tutti i suoi limiti tecnici e tattici, ha assolutamente bisogno.

Quest’ultima partita è stata deludente sotto ogni aspetto, primo fra tutti quello tattico: sotto di due reti dopo appena 24 minuti contro una squadra che il mister cinese Jia Xiuquan schiera con un 5-3-2 iperdifensivo, mister Chan non trova alternative al suo 4-2-3-1 di partenza, con giocatori poco mobili e privi di quelle capacità tecniche che permettono di creare superiorità numerica con giocate individuali, fatta eccezione per Fernandinho che stavolta però non riesce nelle sue consuete scorribande sulla fascia destra, sia perché non ci sono i soliti spazi per ripartire in velocità sia perché il suo diretto avversario, il terzino sinistro Ke, non gli è da meno in quanto a velocità e può spesso usufruire del raddoppio di marcatura dei compagni e così, arginato il funambolico brasiliano, il Lifan si scioglie come neve al sole. Il risultato finale sarà 2 a 3, con la solita scorpacciata di reti nei minuti di recupero, ma l’Henan Jianye torna a casa con la sua prima vittoria stagionale, più che meritata alla luce di quel che si è visto in campo.

Soltanto una settimana prima tutto il popolo calcistico di Chongqing trepidava per lo sbarco in città del Shangai SIPG guidato in campo dal fortissimo duo brasiliano Hulk e Oscar, e in panchina da uno che fino a pochi anni fa era forse l’allenatore più promettente del calcio europeo, Andre Villas Boas.

Nel tragitto verso lo stadio si respira un’aria di grande eccitazione, la metro e le strade sono un fiume in piena di magliette rosse e anche le mie aspettative sono relativamente alte.

Arrivo all’Olympic Center con un’ora di anticipo e allora ne approfitto per mangiare un piatto di jiao zi, la versione cinese dei cappelletti in brodo, in una delle decine di bancarelle lungo il tragitto che porta ai tornelli. Entro nello stadio, primo anello zona centrale (sempre 70 yuan , circa 10 euro), l’atmosfera è davvero quella delle grandi occasioni, l’Olympic Sports Center è pieno, fatta eccezione per le curve dove sono presenti solo i tifosi ospiti da una parte, ed un gruppo della tifoseria locale dall’altra. Durante il riscaldamento ogni volta che Hulk tocca il pallone si sente un boato sordo, di paura e stupore, Hulk è un extraterrestre per il popolo calcistico cinese e anche per i giocatori avversari.

Il Chongqing Lifan parte ben compatto e pronto a ripartire in velocità con Fernandinho, il SIPG è in difficoltà e il bravo portiere Yan si salva un paio di volte in calcio d’angolo; al ventesimo gli ospiti non si sono ancora resi pericolosi e Villas Boas ha già dovuto effettuare due cambi per infortunio ma alla mezz’ora la partita cambia volto: il portoghese cambia modulo passando dal 4-2-3-1 con Hulk isolato a destra e un invisibile Oscar come trequartista, ad un 4-3-3 che vede Hulk attaccante centrale e Oscar mezz’ala di centrocampo; da qui al 94’ i tifosi sugli spalti assisteranno ad un monologo della compagine di Villas Boas che pur evitando una costruzione del gioco dal basso domina l’incontro, non concedendo neppure un’occasione al volonteroso Chongqing supportato da un pubblico fantastico.

Gli ospiti trovano il goal al 52’ sugli sviluppi di una punizione calciata da Hulk e respinta goffamente dall’incerto Deng. (video SIPG goal ospite)Si spera in una reazione dei locali ma il divario tecnico tra le due squadre è notevole, Fernandinho non riesce a rendersi pericoloso come nella prima parte di gara e poi, soprattutto, dall’altra parte c’è Hulk, un giocatore dalle doti atletiche e tecniche che abbiamo potuto ammirare a lungo anche in Europa, continente dove a mio avviso sarebbe ancora in grado di fare la differenza, che scherza con i piccoli cinesi che gli rimbalzano addosso come palline da tennis lanciate con il muro; il brasiliano fa quello che vuole, si abbassa a ricevere tra le trame del possesso di Villas Boas, è spesso spalle alla porta ma poco importa, una spallata a destra e una a manca, si gira e salta uno due tre quattro avversari alternando strapotere fisico a numeri di alta scuola, ha la sola colpa insieme ai suoi compagni di essere poco preciso sotto porta e allora, come spesso succede nel calcio, se non la chiudi rischi la beffa che arriva puntuale come i treni cinesi, all’ultimissimo secondo il lancio della disperazione “in the box” trova prima una spizzata, poi una torre e infine la stoccata da due passi del mediocre centrocampista Ding Jie, lasciato incredibilmente solo a due passi dalla porta.

E’ 1 a 1! La marea rossa esplode incredula in una gioia da finale di champions!!!

Morale: in ogni partita può succedere di tutto, consiglio vivamente agli appassionati di scommesse di maneggiare con cura la Chinese Super League!

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