Kultural.eu: La Realtà Virtuale tra Captologia e Digital Jaws (II)

Come cambieranno d’ora in poi le nostre esperienze di lettura e tutto ciò che è legato all’entertainment?

Alla luce di quanto asserito nella prima parte di questa analisi, l’espansione a livello mondiale ci sembra, per lo meno, inevitabile. Quali saranno i suoi influssi e quali gli eventuali danni è presto per dirlo; ciò che è certo è che la rivoluzione viene dai Paesi del Sol Levante. Siamo in una fase dove la realtà virtuale è una tecnologia in fase di approfondimento, ma il cui sentiero è già tracciato verso il must-have. In questo contesto di rapidissima crescita, la Cina si pone come il più grande mercato della VR. Brutta abitudine quella dei numeri, che spesso sono anche antiestetici; mai, però, si rivelano aridi. Così eccone alcuni, e molto indicativi: secondo la ricerca stilata da Niko Partners e apparsa su Forbes, il mercato hardware della VR in Cina, nel 2016, ha raggiunto i 300 milioni di dollari, ponendosi come indiscusso leader mondiale nel settore. Niko Partners ha anche intervistato vari utenti cinesi nell’ambito del gaming e circa la metà di questi si sono dichiarati interessati alla VR, mentre il 30% si è detto pronto a spendere addirittura 200 dollari per il device, una cifra significativa considerando lo stipendio medio di un cinese. Alla fine del 2016, nella Repubblica Popolare si contavano già 200 startup per lo sviluppo della tecnologia VR e della “Realtà Aumentata” (AR). Le previsioni per il mercato dicono che l’industria della VR in Cina è in continua ascesa, dunque è lecito aspettarsi una crescita esponenziale entro breve.

Compagnie come Xiaomi e Huawei, le startup Pico VR, Baofeng Mojing e Deepoon hanno già immesso sul mercato i loro prodotti a prezzi accessibili, tutti adattabili a quasi ogni smartphone: basta inserirli in una apertura ad hoc. Il grosso delle vendite è stato effettuato su Tmall  nello scorso 11 novembre (che in Cina è la festa dei single, resa famosa da Alibaba), e i costi sono scesi fino a 30 yuan per dispositivo. Il prossimo step sarà quello di abbattere i costi applicati alla realtà virtuale su PC. Attualmente un device di alta qualità della HTC Vive ha un costo che si aggira sui 1.000 dollari e necessita di un computer ad alte prestazioni, altrettanto dispendioso. In attesa di ulteriori sviluppi, in Cina sono già stati aperti 3.000 VR Internet café and experience zones, dove gli utenti possono provare una esperienza in realtà virtuale di alta qualità per trenta minuti, alla modica cifra di otto dollari. L’HTC inoltre ha attivato un experience arcade store a Shenzhen, rivolto al gaming, e ne prevede altri 50 sul suolo cinese.

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