Jing Jin derby: la rivalità del nord fra Pechino e Tianjin

Fino allo scorso decennio la rivalità più accesa del calcio cinese risiedeva nel “Derby di Cina” fra i due grandi poli di potere, ovvero Pechino e Shanghai, rappresentate nella partita dal Guoan, le Imperial Guards della capitale, e dai Blue Devils del Shenhua (che letteralmente significa fiori di Shanghai). Il Jing Jin derby prende il nome dalla regione di Pechino e Tianjin situata a nord. Le due città distano poco più di 100 chilometri e hanno un passato in comune sotto un’unica bandiera.

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I tifosi del Beijing Guoan ricordano ai Blue Devils lo storico successo per 9-1 nel 1997

Il primo campionato cinese si disputò nel 1951, due anni dopo la nascita della Repubblica Popolare. A tale manifestazione presero parte otto squadre, non si trattava però di compagini cittadine, bensì regionali, fra cui il North China, che annoverava fra le proprie fila giocatori provenienti da Tianjin e Pechino. Nel 1955, dopo quattro anni di insuccessi, il governo decise di separare le due realtà, con la formazione della squadra cittadina di Tianjin e del Central Sport Institute, che vinse il campionato alla prima occasione.

Negli anni successivi, fino all’avvento della Rivoluzione Culturale nel 1966 (che decretò la chiusura dei campionati per sei anni), a comporre le fila della squadra di Pechino vi erano i giocatori della nazionale cinese, questo status acquisito nel 1960 non permise alla squadra di partecipare alla conquista del titolo, nonostante disputasse il campionato regolarmente (vincendolo spesso), il compito di sollevare il trofeo spettava alla rappresentativa giovanile, che mise in bacheca i titoli del 1956 e del 1963. Il Tianjin vinse il suo primo campionato nel 1960.

Central Sport Institute

Central Sport Institute Campione di Cina

Al termine dell’era maoista, fino all’avvento del professionismo (1995), il calcio cinese è stato dominato prima dall’August 1st e successivamente dal Liaoning (primo club di Cina a vincere la Champions asiatica nel 1990). A Pechino sono arrivati tre titoli nazionali, l’ultimo nel 1984, mentre a Tianjin un solo successo nel 1980.

Il primo violento episodio fra le due compagini riguarda la stagione del 1996, quando l’attaccante del Beijing Guoan, Gao Feng, fu stecchito da un intervento del portiere Shi Lianzhi, che si esibì in un calcio volante degno di un videogioco. Dopo la retrocessione del Tianjin nel 1997 e l’immediata risalita nella massima divisione l’anno successivo, la rivalità con la squadra di Pechino divenne aspra, quando molte ex stelle delle Imperial Guards furono ingaggiate dal Teda.

Negli anni 2000, mentre il Beijing Guoan lottava per un posto nelle prime posizioni, vincendo il titolo solo nel 2009 e la Coppa nel 2003; il Teda arrancava nella parte bassa della classifica fino al 2010, anno in cui le Tigri di Tianjin si sono classificate al secondo posto in campionato, con quattro punti di vantaggio sul Guoan arrivato quinto.

E’ qui che la sana rivalità sportiva fra i due centri di potere al nord della Cina scaturisce in violenza, il Jing Jin derby diventa una questione d’odio, con scontri sugli spalti e fuori dal campo, basta individuare una macchina con la targa della città avversaria per appiccare un incendio, con la polizia costretta a reprimere con la forza gli atti vandalici degli ultras.

Il Jinj Jin derby negli ultimi anni è stato letteralmente dominato dalla compagine di Pechino, rimasta imbattuta nella contesa dal 2007 al 2012, quando le Tigri di Tianjin riuscirono a imporsi per 2-1 con i gol di Ars e Du Zheyu, inframezzati dal pareggio dell’ex stella del Siviglia Kanoute. Nella scorsa stagione, alla penultima giornata, con il Beijing fuori dalla lotta per il titolo, il Tianjin è riuscito ad imporsi fra le mura amiche con un netto 4-0, con tutti i gol segnati nel corso del secondo tempo.

spalti

Entrambe le squadre sono reduci da un periodo nettamente sottotono con l’enonero degli allenatori. Le Imperial Guards hanno sollevato dall’incarico Josè Manuel Gonzalez, ingaggiando al suo posto l’ex Bayer Leverkusen Peter Schmidt, che farà il suo esordio solamente a luglio per via della burocrazia cinese per quanto concerne il working visa. Il Tianjin Teda invece ha esonerato Jamie Pacheco dopo il disastroso derby di Tianjin perso per 3-0 contro il Quanjian di Fabio Cannavaro.

L’obiettivo del Beijing Guoan è quello di tornare in AFC Champions League, ma il terzo posto occupato dall’Hebei Fortune dista ben dieci lunghezze, mentre il Tianjin Teda dovrà necessariamente salvarsi anche questa stagione visti i soli 13 punti conquistati in 12 gare. Per le rappresentative delle due municipalità, questo Jing Jin derby può rappresentare la svolta stagionale, oppure la condanna definitiva per un 2017 totalmente anonimo.

Chi saranno i protagonisti di questo confronto? Il Beijing Guoan può contare sulle reti di Burak Yilmaz (sette in questo campionato) e la visione di gioco di Zhang Xizhe e Renato Augusto. Il Tianjin Teda sta trovando nell’ex Olympiakos Brown Ideye il proprio idolo locale, protagonista dell’ultima vittoria contro lo Shanghai Shenhua con una doppietta; sugli esterni i funamboli cinesi Hui Jiakang e Hu Rentian, mentre a dirigere i giochi di fronte la difesa l’ex Ajax, Gudelj.

 

 

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