Jeonbuk squalificato dalla Champions Asiatica: combine e corruzione nel calcio della Sud Corea

La Champions League asiatica deve ancora incominciare e già vi è la prima vittime illustre, nonché i campioni in carica della competizione, i coreani del Jeonbuk, squalificati dal comitato della AFC per aver manipolato i risultati di alcune partite di K League nel 2013 e 2014, fatti emersi solo al termine della scorsa stagione.

La fine del 2016

Il campionato di K League la scorsa stagione sembrava dovesse andare per il terzo anno consecutivo al Jeonbuk, ma un terremoto ha scosso nuovamente il calcio coreano, che, come quello cinese, era stato flagellato da episodi di match fixing. Il Jeonbuk in campionato è stato penalizzato di 9 punti e questo gli è costato il titolo a discapito del Seoul FC, che ha vinto lo scontro diretto proprio all’ultima giornata.

I nuovi episodi che coinvolgono pesantemente il Jeonbuk sono emersi a cavallo fra le semifinali di Champions League contro il Seoul, con i tifosi della capitale che inneggiavano a una squalifica dei rivali, i quali hanno poi vinto la manifestazione contro gli emirati dell’Al Ain.

Per la AFC Champions League del 2017 il Jeonbuk era stato inserito nel girone con lo Jiangsu Suning e gli australiani dell’Adelaide United, ma i campioni in carica dovranno lasciare spazio ai connazionali del Jeju United, che precedentemente erano stati inseriti nella fase a playoff, in quanto terza forza del campionato. Ai preliminari andrà l’Ulsan Hyundai.

La corruzione del calcio in Corea

Nella K-League, nella stagione 2010, sono stati truccati a fine di combine ben 15 match, a cui se ne aggiungono altri 6 di League Cup. I club maggiormente coinvolti sono stati Daejon City, Sangju Phoenix e Gwangju. I fatti hanno preso una tragica svolta con il suicidio di Yoon Ki Won dell’Incheon United. Lecombine hanno coinvolto anche il giocatore della nazionale Kim Dong Hyun. Dopo un anno di indagini dieci giocatori sono stati squalificati a vita e arrestati, mentre ai tre club coinvolti è stata commissionata una multa.

Cinque anni dopo le squalifiche hanno riguardato anche le istituzioni coreane. Il comitato Etico della FIFA, nel corso delle elezioni che hanno visto il successo di Infantino, ha squalificato il candidato sudcoreano Chung Mong Joon, già vicepresidente FIFA e presidente della South Korea FA. l’indagine riguardava il la candidatura del suo paese per ottenere la Coppa del Mondo del 2022, assegnata poi al Qatar.

Ora, con la squalifica del Jeonbuk per la AFC Champions League del 2017, potrebbero emergere altri giocatori e squadre coinvolte che amplificheranno il terremoto vigente nel calcio sudcoreano.

Il Caso cinese

Anche la Cina è stata coinvolta in pesanti casi di corruzione e match fixing per tutti gli anni ‘2000, i quali hanno portato anche alla retrocessione d’ufficio del Guangzhou Evergrande nel 2009 e alla revoca del titolo del 2003 vinto in modo illegittimo dallo Shanghai Shenhua. Nel 2013, al termine di lunghe indagini, la CFA ha emesso delle sentenze durissime: 33 persone fra dirigenti e giocatori sono state squalificate a vita, fra cui l’arbitro Lu Jun e il designatore Zheng. Il vicepresidente della CFA, Nan Yong, fu condannato a 10 anni di carcere. Altri 25 giocatori sono stati squalificati dalle attività calcistiche per cinque anni, mentre i club coinvolti furono puniti con multe fino a un milione di yuan.

In Cina, grazie all’intervento del presidente Xi Jinping, si sta facendo molto per combattere una corruzione che nel corso della storia si è radicata nel tessuto sociale. Secondo una classifica stilata dal Transparacy International, la Repubblica Popolare nel 2012 si classifica al 100mo posto per i parametri di trasparenza e legalità, equiparabile quindi a Suriname, Algeria e Messico. La campagna Mosche e Tigri lanciata da Xi Jinping è andata a ripulire lo stesso partito: dal 2012 sono stati oltre 500 mila i funzionari e quadri del partito comunista cinese posti a processo, senza risparmiare gli alti gradi, facendone l’operazione politica più importante del suo genere dal 1949 in poi.

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