Intervista a Davide Caliaro, responsabile del progetto cinese della ChievoVerona International Academy

C’è chi guarda alla Cina con timore, e chi la vede come una grande opportunità, come ad esempio il Chievo Verona con il progetto Chievo International Academy, atto a sviluppare il brand della compagine italiana e allo sviluppo di nuove leve fra Stati Uniti, Sud Est Asiatico e Cina. Per capirne qualcosa, Blog Calcio Cina ha intervistato Davide Caliaro, uno dei responsabili della ChievoVerona International Academy

 Come nasce il progetto ChievoVerona International Academy e come si è sviluppato nel corso degli anni?

Il progetto è nato oramai quattro anni fa, iniziando una collaborazione con un partner americano che ci ha aiutato ad organizzare alcune attività negli Stati Uniti. Siamo partiti con dei numeri ridotti inizialmente fino ad arrivare ad oggi, dove sia nel Nord America che nel sud degli States facciamo due mesi di camp durante il periodo estivo. Io personalmente mi sono occupato di Florida e Toronto. Una volta consolidato quest’ambito ci siamo focalizzati su altre regioni come la Cina per l’appunto per riproporre il nostro modello. Siamo stati un mese fa a Wuhan. Il progetto Chievo International Academy ha una visione a 360 gradi, realizziamo camp in loco, oppure in Italia, con tour di gruppi che vengono da noi per allenarsi con i nostri tecnici e le nostre squadre. Abbiamo un progetto dedicato a calciatori australiani, canadesi, brasiliani o degli Emirati Arabi Uniti, che rimangono per un periodo che va dai 3 ai 6 mesi nel nostro centro sportivo per potersi allenare. Ci dedichiamo anche alla formazione, con i nostri allenatori che vanno all’estero, oppure tecnici stranieri che vengono da noi per un certo periodo per apprendere la nostra metodologia dal settore giovanile alla prima squadra.

Quali sono le finalità tecniche del progetto? Utilizzate i camp per un’operazione di scouting e visionare nuovi giocatori?

Quello che vendiamo noi è sempre un progetto tecnico del settore giovanile del Chievo, il che significa che andiamo poi a fidelizzare il più possibile i nostri clienti per il marchio della squadra in Cina e negli States. Tenendo abbinato l’aspetto tecnico e quello commerciale, ci apriamo anche alla dimensione dello scouting. Nei due mesi americani, piuttosto che in quelli cinesi,o nel sudest asiatico, si possono trovare dei giocatori interessanti, i quali vengono poi segnalati. E’ un buon modo per analizzare queste realtà dal punto tecnico, fisicamente molto lontane da noi.

L’esperienza in Cina a Wuhan, il livello dei ragazzi?

A Wuhan abbiamo realizzato un evento che coinvolgeva ragazzi dagli otto ai tredici anni. Il livello non era altissimo, non era paragonabile a quello italiano, certamente non per delle deficienze fisiche, ma per una questione culturale e di abitudine. Circa il 20% dei ragazzi cinesi guarda partite in TV, mentre qua in Italia siamo all’80-90%. E’ dunque una questione culturale e di allenamento, quindi di allenatori, figure che mancano completamente in Cina per quello che ho visto io.

La loro metodologia è molto diversa, non permette lo sviluppo di un gioco collettivo

Il loro problema è che non hanno una metodologia ragionata, soprattutto non hanno una storia alle spalle sulla quale fare perno. E’ normale che siano indietro, noi abbiamo una storia lungo la quale abbiamo già fatto degli errori e cercato di porvi rimedio, per loro non è così. Gli allenatori cinesi inoltre sono poco preparati, spesso sono figure improvvisate e si devono inventare. E’ anche vero che c’è tanta voglia di fare e di imparare. A Wuhan abbiamo fatto anche un corso per allenatori e abbiamo riscontrato tanta voglia di migliorare da parte dei cinesi.

Sugli sviluppi futuri del ChievoVerona International Academy

Torneremo nel sudest asiatico, sicuramente Singapore, e dovremo scegliere altri due paesi nell’area del sud est asiatico, mentre per quanto riguarda la Cina faremo nuovamente tappa a Wuhan a luglio, io sarò a Pechino a giugno per incontrare alcuni rappresentanti del governo, dunque il progetto cinese va avanti diretto come un treno. Quello sul sudest asiatico per ora è ben impostato, dobbiamo capire in quali altri paesi puntare.

Precedente CFA Cup, 3° turno: avanti tutte le big, sorprese Nei Mongol e Suzhou Dongwu Successivo CFA Cup, 3° turno: Sipg e Quanjian sul velluto, il Guoan domina il derby, esordio amaro per Manzano