Il sogno cinese: il primo libro italiano sul calcio in Cina

Una volta la Cina era una delle migliori nazionali calcistiche al mondo, fu imbattuta per ben 13 anni, dal 1923 fino alle olimpiadi di Berlino del 1936. Ma torniamo ancora più indietro, al 2500 a.c. durante l’impero giallo, epoca alla quale risalgono i primi reperti storici di discipline militari praticate con un pallone manovrato esclusivamente con i piedi. Un balzo di oltre due millenni, quando attorno al 200 a.c. la disciplina nota come Tsu Chu fu introdotta a corte dall’imperatore Liu Bang, il fondatore della dinastia Han.

Nel calcio moderno, fino a qualche tempo fa, la Cina ha ricoperto un ruolo marginale, il football dell’era professionistica era giunto ad un punto morto a seguito degli scandali relativi al calcioscommesse e le combine di partite che avevano flagellato la Chinese Super League per anni. Le conseguenze furono gravi: fuga di sponsor, le emittenti di stato che si rifiutavano di trasmettere le partite di campionato, Accademy costrette a chiudere in quanto il numero di giovani calciatori calò in modo evidente.

A seguito di questi scenari disastrosi, l’impennata della Cina ha dell’incredibile. Il mondo ha aperto gli occhi e inizia a parlare del calcio della Chinese Super Legue come un ipotetico scenario futuro. L’ultima sessione di mercato ha dimostrato ha messo in luce il movimento cinese, con grandi spese nel mese di gennaio 2016 che ha ampiamente superato i 300 milioni di euro (comprendendo nel contro anche la squadra di League One, il Tianjin Quanjian che ha speso 40 milioni).

“Il sogno calcistico” ha dichiarato il presidente Xi Jinping in una intervista “Fa parte del sogno cinese”.

“Il Sogno Cinese” è anche il titolo del primo libro italiano che tratta di calcio cinese, in quest’opera da 157 pagine, pubblicata da Urbone Publishing, viene analizzata la storia della Cina nel ‘900 raccontata attraverso lo sport fino ai giorni nostri (fine 2015) e lo sviluppo dell’industria calcistica, fortemente supportata dal governo centrale.

Dal colossale calciomercato (guidato da oscuri fondi di investimento brasiliani che verranno studiati nel dettaglio) intrapreso dai club, molti dei quali appartengono a aziende statali, alla colonizzazione del calcio europeo guidata da Wang Jianlin, secondo uomo più ricco della Cina, proprietario della Dalian Wanda, che in tempi recenti ha acquistato il 20% delle quote dell’Atletico Madrid e la totalità di Infront per un miliardo di euro.

Il concetto di calcio in Cina è mutato radicalmente con i vari leader: Mao concepiva tale disciplina su un modello molto vicino alla filosofia coreana e del comunismo asiatico; dopo che la nazionale perse una partita il Grande Timoniere così rispose alle critiche di Zhou Enlai: “Non giochiamo a calcio per vincere, ma per rafforzare i nostri corpi e servire la Cina”.
Deng Xiaoping vedeva il calcio come un divertimento di massa, iniziò ad occuparsi della formazione della squadra nazionale già negli anni ’50, quando spedì una delegazione ad allenarsi in Ungheria, inoltre utilizzò lo sport anche come strumento diplomatico e di scambio culturale con i paesi socialisti quando invitò nel 1963 il club brasiliano del Madureira.
Con Xi Jinping cambiano radicalmente gli scenari, eppure l’attuale leader cinese, nella sua filosofia calcistica conserva i dettami di Mao e Xi Jinping evolvendoli in una nuova missione: il calcio ora diviene una priorità, parte integrante del Sogno Cinese e della politica di soft power attuata dal Partito Comunista.

L’obiettivo è chiaro: Verso oriente l’impero dirige il suo corso, il baricentro del calcio mondiale si sposterà sempre più verso est, verso la propria culla.

“Il Calcio è lo sport più popolare al mondo e in Cina ci sono ancora solamente 100 milioni di fan. Il mio grande desiderio è che la nazionale cinese possa diventare una delle migliori al mondo, e che il calcio giochi un ruolo importante nelle persone, per rafforzare corpo e spirito Dobbiamo partire dai giovani riformare il sistema professionistico e allacciare collaborazioni con partner internazionali che possano incrementare il valore dell’industria calcistica. L’Inghilterra ha una lunga storia e appurata esperienza in questo sport. La Premier League è una delle leghe più influenti e di successo al mondo. Cina e Inghilterra stanno cooperando assieme in questi ultimi anni. Nel 2013 la Premier e la CSL hanno stipulato una collaborazione, con David Beckham che è stato nominato Ambasciatore per lo sviluppo del calcio giovanile e della Chinese Super League. Nei prossimi cinque anni l’allenamento calcistico verrà introdotto in 20 mila scuole, e nel progetto sarà coinvolta la federazione inglese, per l’addestramento di giocatori, allenatori e arbitri.”

Xi Jinping, durante la sua visita in Inghilterra nel 2015

 

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Nicholas Gineprini

 

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