Il Soft Power cinese funziona? La Nazionale U20 contestata in Germania

Il 18 novembre è iniziato il percorso della Nazionale Cinese U20 nella SudWest Regionalliga tedesca (quarta divisione), ma per i ragazzi allenati dall’ex giocatore del Mancheter City, Sun Jihai, la giornata è assolutamente da dimenticare, a parte il risultato di 3-0 in favore del TSV Schott Mainz, dagli spalti è giunta anche una contestazione da parte del gruppo di protesta tedesco China U20 Ultras SudWest  e un’associazione pro tibetana.

Il piano che prevede la Nazionale cinese U20 disputare una serie di amichevoli in Germania fa parte dell’accordo federale sottoscritto con la Chinese Football Association alla presenza di Angela Merkel, il che da a questa rinnovata partnership fra i calcio cinese e quello tedesco, non solo un indirizzo sportivo, ma anche politico.

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La scorsa estate, subito dopo che era stato raggiunto l’accordo per far intraprendere alla rappresentativa U20, un percorso di crescita in Germania (con ogni club tedesco che riceve una cospicua cifra da 15mila euro), si è formato un gruppo di protesta. Il China U20 Ultras Sudwest è un movimento fondato da tedeschi che si oppone alla Cina e tramite la propria pagina facebook si fa beffe di quella che è la cultura del tifo in Cina con motti alquanto discriminatori.

Assieme ad un’associazione Pro Tibet durante la partita della Nazionale U20 a Magonza sono state esposte delle bandiere tibetane sugli spalti. I dirigenti cinesi hanno chiesto la sospensione del gioco fintanto che le bandiere non sono state rimosse. Un episodio spiacevole, che gli esponenti del China U20 Ultras Sudwest hanno banalmente commentato come una mancata libertà di espressione, quando in realtà si è trattato di una grave provocazione che denota anche una certa ignoranza storica sulla questione tibetana, che non è bianca e nera, ma presenta varie sfumature che approfondiremo in altre sedi (ma che per il momento potete leggere qui).

Un Soft Power vacillante

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In questi ultimi anni si è parlato molto del Soft Power Cinese applicato al calcio. Per Soft Power si intende la capacità di uno stato a persuadere gli altri attraverso la forza della propria cultura, economia ed iniziative, e si contrappone all’Hard Power, che generalmente prevede l’utilizzo di forze armate.

Nonostante i grandi sforzi promossi dalla Cina, il colosso asiatico, secondo gli studi più autorevoli (leggi qui), il colosso asiatico si piazza solo al 25° posto nella classifica globale di Soft Power, questo perchè permangono ancora molte riserve nell’opinione pubblica, date dalla censura di alcuni mezzi di comunicazione (social network), la questione ambientale, i conflitti interni ed esterni (Xinjiang, Tibet, Mar Cinese Meridionale, Nord Corea) e il fatto che vi sia una forma di governo non democratica.

L’evoluzione delle classifiche di soft power dal 2015 al 2017

Spesso la reticenza è data anche dal fatto che la Cina non la si conosce affatto bene, in quanto perlomeno in Italia, non la si studia nelle scuole e si tende ad identificarla con degli stereotipi. Ma chiediamoci questo: se al posto della Nazionale Cinese U20 ci fosse stata quella giapponese, vi sarebbero stati gli stessi episodi di contestazione? Oppure si sarebbero fatti dei parallelismi con il celebre anime di Holly & Benji?

L’episodio di contestazione accaduto a Magonza potrebbe replicarsi nelle settimane a venire e questo dovrebbe alimentare gli interrogativi su quello che è la forza del Soft Power Cinese.

 

 

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