Il lato oscuro degli eGames: dipendenza da internet, terapia militare e antidepressivi

La scorsa settima  su l’Ultimo Uomo, ho provato a dare una risposta ad un quesito che si ripropone ciclicamente “Perchè i cinesi non sono bravi negli sport di squadra”? L’analisi prendeva in considerazione alcuni elementi culturali tipici della Cina, a partire dal linguaggio, sviluppo delle capacità cognitive ed intelligenza emotiva, per poi passare all’individualismo e al confucianesimo.

Oggi in questa nostra analisi prendiamo in considerazione un elemento dirompente della Cina moderna, ovvero la dipendenza da internet fra gli adolescenti cinesi. Il dibattito sulla questione si è riacceso la scorsa settimana, quando un ragazzo cinese è morto alcuni giorni dopo essere stato mandato in un centro di trattamento per la dipendenza da internet, nella provincia di Anhui. Il 18enne ha riportato alcune lesioni. Il direttore del centro e alcuni membri del personale sono stati fermati dalla polizia.

Vi abbiamo sempre parlato della crescente industria degli eSports in Cina, con college e università dedicate, e eventi internazionali organizzati dai colossi dell’informatica quali Tencent e Alibaba, ma più il fenomeno cresce a dismisura, maggiore è la crescita di ragazzi che divengono letteralmente dipendenti da internet e dal gioco e dunque stanno sorgendo sempre più cliniche per il recupero dalla dipendenza da internet (molto spesso legata agli eletronic games) definite “boot camp”.

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La madre del ragazzo morto nella clinica nella provincia di Anhui, ha raccontato che il figlio aveva sviluppato una forte dipendenza da internet e non era possibile aiutarlo, così i genitori hanno deciso di mandarlo nel “boot camp” della città di Fuyang, uno di quelli che utilizza una combinazione di “consulenza psicologica e addestramento fisico”, che si traduce in un regime e addestramento militare.

EVASIONE DALLA REALTA’

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Internet Cafè in Cina

Lo sport e la pratica calcistica può essere considerata un attività di evasione dalle pressioni sociali e derivanti dai genitori? Questo non è ancora possibile in Cina, come abbiamo trattato nell’articolo su l’Ultimo Uomo, nel paese asiatico vigono le gerarchie di Confucio, quindi vi è una distinzione netta fra allievo e maestro, in qualsiasi contesto, anche quello sportivo dove è necessario ottenere un risultato nel minor tempo possibile. Molti allenatori e istruttori sono ancora ancorati alla filosofia sportiva maoista esposta nel saggio “A study of physical Education” risalente al 1917, nella quale si esaltava il concetto di forza. Inoltre sono molto frequenti le storie di allenatori cinesi estremamente severi, o di ragazzi che possono entrare a far parte di una squadra di calcio solamente se passano dei test attitudinali.

In queste situazioni, spesso molto severe, attraverso lo sport non è possibile evadere dalla realtà e dai vari problemi per un paio d’ore, perchè anche in tale contesto la pressione è altissima, per cui una delle vie di fuga preferite dai giovani riguarda i giochi online.

“La dipendenza di nostro figlio sta distruggendo la nostra famiglia– racconta la madre di un ragazzo intervistata dal Telegraph nel 2015 Inside the Chinese boot camp treating Internet addictionCirca due anni fa ha iniziato a frequentare gli internet cafe per giocare online e lo abbiamo lasciato fare, dopotutto era un bravo studente e sapevamo che in qualche modo doveva rilassarsi. Poi le sessioni di gioco divennero sempre più lunghe e i suoi risultati a scuola stavano peggiorando. Abbiamo provato a parlare con gli insegnanti del problema, ma a un certo punto lui ha perso il controllo e trascorreva 20 ore di fronte al computer”.

Quella cinese è una società altamente digitalizzata, con 668 milioni di utenti online che rappresentano il 47% della popolazione (in Italia la penetrazione digitale ha raggiunto il 40%, mentre la media mondiale è del 27%). Secondo le stime riportate dal Cisef, in media l’utente cinese trascorre 165 ore al mese su internet, ovvero circa cinque ore al giorno, per navigare sui social network, piattaforme video, oppure giocare online via mobile. Proprio il 2015 è stato l’anno che ha segnato una netta svolta nel modo in cui rapportarsi con internet per il cinese, con un +136% di connessioni da mobile e un -29% di connessioni da PC.

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I servizi online di cui si dispone sono ampli, in particolar modo per quanto riguarda l’e-commerce che sta prendendo nettamente il sopravvento. Come vi abbiamo esposto due settimane fa, addirittura Alibaba ha già sviluppato una piattaforma di shopping online in Realtà Virtuale.

TERAPIA MILITARE E ANTIDEPRESSIVI

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Boot Camp

668 milioni di utenti internet stanno a significare un grande balzo in avanti dal punto di vista tecnologico per la Cina, la quale però deve affrontare una sfida molto delicata, quella rappresentata dagli adolescenti che hanno manifestato problemi di dipendenza, un esercito da 24 milioni di persone in costante aumento. Le cliniche che stanno sorgendo per trattare questi disturbi sono finanziate dal governo oppure da privati, come quelle ideate da Tao Ran, che utilizzano metodi militari, i quali spesso possono scaturire in violenza da parte degli istruttori, come nel caso del ragazzo morto nell’Anhui.

“La dipendenza da internet causa problemi al cervello simili a quelli che porta il consumo di eroina- spiega Tao Ran- ma spesso può essere anche più dannosa: distrugge le relazioni personali e deteriora il corpo. I ragazzo che tratto hanno problemi alla vista e soffrono di disturbi alimentari, inoltre abbiamo riscontrato che le capacità mentali sono ridotto dell’otto percento e i problemi psicologici sono molto serie. Se una persona trascorre più di sei ore al giorno su internet noi la consideriamo dipendente”. 

Sempre secondo Tao, il 90% dei pazienti soffre di depressione, il 58% ad un certo punto si è sfogato fisicamente sui propri genitori, che non sanno assolutamente come affrontare la situazione. “Secondo le nostre statistiche il 67% dei giovani è affetto da dipendenza da internet e spesso hanno difficoltà a distinguere fra realtà e finzione. Temo che questo fenomeno si aggraverà ulteriormente in Cina”.

Solitamente, nei boot camp, la giornata di terapia inizia alle 06:30 con la prima sessione di allenamento fisico nel cortile. Nei boot camp di Tao ve ne sono cinque al giorno e si educa il ragazzo ad una maggior disciplina e rispetto dell’autorità superiore. Nei casi più gravi questi elementi vengono implementati con la somministrazione di antidepressivi e sedativi e in alcuni casi elettroshock.

LE CONSEGUENZE: MORTE O SUICIDIO

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La morte del ragazzo nella provincia dell’Anhui ha riacceso le polemiche attorno la questione dei boot camp e si chiede una regolamentazione più severa per queste strutture che utilizzano dei metodi che, a prima valutazione, sembrano essere antiquati: alla pressione si aggiunge ulteriore pressione, rigore e disciplina. Il metodo non è affatto sicuro, e infatti sono molti i ragazzi che dopo uno-due mesi di terapia tornano a giocare con regolarità, con le famiglie che si ritrovano ad aver speso decine di migliaia di yuan per nulla.

Il tragico episodio accaduto recentemente nel boot camp è solamente uno dei tanti in una società nella quale i giovani adolescenti cinesi sono fortemente a rischio e le conseguenze sono le ondate di suicidi sopratutto fra gli adolescenti. I suicidi in Cina rappresentano il 26% del totale nel mondo, diventando tra le prime cinque cause di morte nel Paese. Il report governativo del 2016 ci dice che vi sono 280.000 suicidi all’anno in Cina e la fascia d’età maggiormente coinvolta è quella dai 15-34 anni. Il suicidio è la prima causa di morte fra i teenagers cinesi.

Lo scorso mese il gigante di internet Tencent ha cominciato a imporre restrizioni alle ore di gioco per i gli utenti più giovani di uno dei suoi giochi più popolari, ma questo è un provvedimento alquanto superficiale a fronte di un problema che si aggrava anno dopo anno e che non coinvolge solamente la Cina, ma tutta l’area dell’Asia Orientale e benestante, come Sud Corea e Giappone. Per ulteriori approfondimenti si rimanda al documentario di Vice Inside Korea’s Gaming Rehab Clinic: eSPORTS (Part 2/5)

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L’industria degli eSports e Eletronic Games è sicuramente affascinante e ci pone di fronte a una forma di business e di entertainment di massa che sta crescendo a ritmi davvero incredibili, tanto che nel 2024, alle Olimpiadi di Parigi, alcuni giochi verranno introdotti come discipline olimpiche a tutti gli effetti. Anche il fenomeno della Realtà Virtuale si sta sviluppando e diventando sempre più accessibile con dispositivi a basso costo.  In entrambi i caso è però bene porre l’attenzione sugli effetti collaterali che a loro volta si stanno amplificando e ben presto si potrebbe giungere ad un punto di non ritorno.

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