Il governo dice basta alle ulteriori acquisizioni di club calcistici, NON dice basta al calcio

Come annunciato nei mesi scorsi, gli investimenti di gruppi cinesi per quanto riguarda le acquisizioni di club calcistici saranno molto più difficili. Nella giornata di ieri il governo centrale ha varato ufficialmente la nuova normativa che regolamenta gli investimenti all’estero di soggetti residenti in Cina volta a ridurre l’esportazione di capitali verso settori non considerati più strategici e a sostenere l’economia nazionale.

Le tipologie di investimenti sono state divise in tre settori, quelli proibiti, che possono mettere a rischio gli interessi nazionali e la sicurezza della Cina, compresa la produzione di tecnologia e prodotti militari non autorizzati, gioco d’azzardo, pornografia e altri prodotti e tecnologie proibiti. Gli investimenti incoraggiati riguardano le iniziative infrastrutturali che rientrano nel disegno della One Belt One Road e nella ricerca di know how nel settore high tech ed energetico.

Gli investimenti ristretti, nei quali la stretta del governo sarà molto forte riguardano invece il settore dell’entertainment: acquisizione di hotel, investimenti in Studios Cinematografici e acquisizione di club di calcio.

Calcio sinocentrico: le squadre nel mondo di proprietà cinese

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Credit: South China Morning Post

Per quanto riguarda il settore sportivi, vi sono delle considerazioni da fare: innanzitutto il provvedimento varato dal governo centrale riguarda solamente, come riportato a inizio articolo, gli investimenti all’estero di soggetti residenti in Cina, una postilla non irrilevante che potrebbe essere utilizzata per aggirare l’ostacolo con società di prestanome, in secondo luogo, come riporta Calcio e Finanza, Va comunque chiarito se le limitazioni varate oggi dal governo varranno anche sui futuri apporti di capitale da parte delle proprietà cinesi di club europei. In tal senso, se davvero esistono i fondi congelati in Cina dei presunti soci di Yonghong Li, questi rimarrebbero bloccati ancora a lungo.

La Dalian Wanda (Atletico Madrid e Infront) costretta a vendere 76 Hotel alla Sunac China

Nel mese di giugno, la Dalian Wanda, insieme alla Fosun, Anbang Group e HNA Group è finita nel mirino della China Banking Regulatory per quel che concerne la regolarità delle transazioni all’estero e i prestiti richiesti per completare le trattative che hanno raggiunto delle cifre preoccupanti, in quanto si attestano a 11 miliardi di dollari per le quattro società citate. In particolar modo la Dalian Wanda di Wang Jianlin, uomo più ricco di Cina (proprietario al 20% dell’Atletico Madrid e delle quote di maggioranza di Infront), a causa delle sue continue e compulsive acquisizioni all’estero, è stata costretta a smobilitare parte dell’asset turistico vendendo 76 hotels e il resort sciistico più grande al mondo alla Sunac China. 

I controlli sempre più stringenti del governo centrale e le nuove limitazioni negli investimenti in alcuni settori, sopratutto in quello calcistico, che è uno dei più opachi del mondo, hanno lo scopo di limitare la fuoriuscita di capitali dalla Cina e di evitare il rischio di azioni di riciclaggio, ipotesi che Yin Zhongli, ricercatore ed esperto di finanza all’Accademia cinese per le scienze sociali ha palesato durante una trasmissione dell’emittente di stato CCTV accennando in tal contesto a Suning.

Le indagini sui pagamenti e ipotesi di riciclaggio: la corruzione è ancora un problema nel calcio cinese?

Quali saranno le conseguenze di questi nuovi provvedimenti governativi? Ad oggi vi sono 29 club nel mondo di proprietà cinese, e per molto tempo è lecito aspettarsi che questa cifra non varierà per molto tempo. Questo non significa che i rapporti fra il calcio cinese e quello europeo sono finiti, basti pensare alla Germania. Il paese tedesco non annovera alcun club con partecipazioni cinesi, eppure fra le varie squadre sono state siglate varie partnership (Liaoning-Koln FC, Beijing Enterprises-Eintracht Frankfurt ecc…), le quali hanno lo scopo, da una parte di collaborare in progetti di formazione e acquisizione del know how in ambito calcistico, dall’altra l’espansione del brand dei vari club e del calcio tedesco in generale in un mercato che sta dando tantissimo alla Bundesliga.

In sostanza, la Cina ha detto basta agli investimenti irrazionali nel calcio al fine di tamponare l’emorragia di capitali ed evitare lo scoppio di una bolla che avrebbe messo in ginocchio l’intero sistema, questo non significa che la Cina ha detto basta al calcio. Lo sviluppo infrastrutturale, i progetti riguardanti il calcio giovanile e le interazioni con le varie Federazioni in giro per il mondo (non ancora quella italiana), continuano ad essere più forti che mai. Tornando alla Germania, due giorni fa è stato ufficializzato il progetto che porterà una rappresentativa U20 cinese a giocare nel campionato di quarta divisione tedesca.

 

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