Il derby di Tianjin come simbolo delle difficoltà culturali nel calcio cinese

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Quartiere italiano di Tianjin

Tianjin è una delle quattro municipalità della Cina, si situa a mezzora di treno di Pechino, sulla costa e il suo è il porto di riferimento della Cina settentrionale. Tianjin è una delle zone a più rapida crescita grazie alla sua posizione strategica sul mare e per lo status di Free Trade Zone, ovvero una di quelle province cinesi nelle quali i parametri per gli investimenti esteri sono meno stringenti. La municipalità ha delle profonde connessioni anche con l’Italia, dato che Tianjin fu una concessione del nostro stato fino alla fine della seconda guerra mondiale ed è ancora oggi possibile imbattersi in quartieri dall’architettura tutta italiana.

Negli anni sono state sviluppate zone economiche e distretti speciali per lo sviluppo, e uno di questi è il Tianjin Economic Development Area, che dà il nome anche alla prima squadra della città che milita nella Chinese Super League, ovvero il Tianjin Teda, la cui proprietà è un conglomerato di società. Stiamo parlando del club che nel 2003 affidò la propria panchina a Giuseppe Materazzi, mentre nella stagione 2009 ingaggiò Damiano Tommasi come giocatore. Per ritrovare un altro italiano nel calcio di Tianjin dobbiamo attendere il 2016, quando fu il Quanjian FC a siglare un accordo con Fabio Cannavaro.

Il Tianjin Teda viene da annate abbastanza anonime a dire il vero. L’ultimo campionato si è concluso con una salvezza giunta per il rotto della cuffia grazie alla guida tecnica di Uli Stielike e le reti di Mbaye Diagne. Tutt’altra stagione per il Tianjin Quanjian che con Fabio Cannavaro in panchina, oltre ad Alexandre Pato e il belga Axel Witsel in campo, ha conquistato un’onorevole terzo posto da neopromossa che gli è valso anche la qualificazione in AFC Champions League.

Nella stagione 2017 si sono svolti anche i primi due derby di Tianjin nella storia e il bilancio è di una vittoria a testa. All’andata il Quanjian ha vinto in casa con un netto 3-0 con rete di Alexandre Pato e doppietta del giovane Dalun Zheng. Al ritorno, all’Olimpico di Tianjin, il Teda di Obi Mikel si è preso la sua vendetta trionfando per 4-1 con due reti segnate dall’attaccante ghanese Frank Acheampong. In questo 2018 alla terza giornata è stato ancora il Teda a conquistare il successo nonostante gli sfavori del pronostico grazie all’hat-trick realizzato ancora da Acheampong. Il classe 1993, ex Anderlecht e Buriram United (Thailandia) è già il giocatore più influente del derby avendo segnato ben cinque gol in due gare giocate.

Il derby di Tianjin è giovanissimo, ha solo un anno, ma la rivalità fra le due tifoserie è già molto accesa e contrappone le due anime del calcio cinese: da una parte le Flying Tigers del Teda, orgogliose della propria identità che si identificano fortemente con la propria squadra e le proprie radici calcistiche. Dall’altra i tifosi del Quanjian, quelli occasionali, attratti dai grandi nomi e dai risultati, un calcio fatto per essere consumato e gettato via.

Sun Ke – il calciatore della discordia

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Sun Ke con la maglia della Cina – Photo by http://www.goal.com

Nell’estate del 2015 si stava per compiere un trasferimento record, ovvero il passaggio di Sun Ke (talentuoso esterno offensivo) dallo Jiangsu Suning (allora Jiangsu Sainty) al Tianjin Teda per 10 milioni di euro, con un ingaggio per il giocatore superiore al milione. Il trasferimento di Sun Ke sarebbe stato il più caro in assoluto per un calciatore cinese e l’intera operazione sarebbe stata finanziata dalla Quanjian Natural Medicine, lo sponsor del Tianjin Teda.

L’operazione saltò, in quanto i dirigenti del club ritenevano il tutto troppo dispendioso, giustificandosi con il fatto che l’ingaggio di Sun Ke, superiore al milione, avrebbe creato invidia nei confronti degli altri calciatori cinesi. Il Tianjin Teda concluse il proprio cammino appena a metà classifica quell’anno, ma alla fine della stagione, la Quanjian Natural Medicine ritirò la sponsorizzazione per l’affare saltato di Sun Ke.

Nel dicembre del 2015 il gruppo Quanjian divenne proprietario della seconda squadra di Tianjin, il Songjiang, ribattezzandolo in Tianjin Quanjian FC. Questa aveva concluso la stagione a metà classifica in China League One, ma da quel momento la storia cambierà radicalmente. Prima con Fabio Cannavaro e successivamente con il portoghese Paulo Sousa, il Tianjin Quanjian è diventata una delle realtà più forti di Cina con l’ingaggio di alcune star internazionali fra cui Alexandre Pato,Axel Witsel ed Anthony Modeste. Fra i giocatori ingaggiati dal Quanjian non poteva certo mancare Sun Ke.

Nomadismo

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Il gruppo ultras Flying Tigers of Tianjin (Teda)

 

Il Tianjin Quanjian non è originario della municipalità, questi nasce in Mongolia Interna (con il nome di Hohhot Binhai) nel 2007 per poi trasferirsi da Hohhot a Tianjin solo l’anno successivo partendo dalla terza serie. Nel 2008, il Teda aveva un afflusso medio di 14.000 persone nel suo stadio di proprietà, cifra che è rimasta più o meno costante nel decennio successivo ed ampliamente sorpassata dai rivali del Quanjian alla loro prima stagione in Chinese Super League. Nel 2017, il club neopromosso, ha fatto registrare una media di 24,877 spettatori: cioè circa 10.000 in più rispetto al Teda.

A leggere questi dati si potrebbe pensare che il Teda ha conservato il suo zoccolo duro di tifosi mentre il Quanjian ha appassionato nuove persone al gioco del calcio costruendosi in modo più efficiente una fan base, ma in realtà non è stato proprio così. «Il contesto del calcio cinese non è stabile», ci ha raccontato Guanpeng Wang, del gruppo ultras Flying Tigers of Tianjin (Teda):

«In Italia ci sono squadre appartenenti a realtà cittadine molto piccole ed è normale avere una cattiva stagione e retrocedere, ma nonostante tutto, da voi ci sono molti tifosi fedeli. A Tianjin non è affatto così: infatti molti tifosi che prima tifavano il Teda, ora sono passati al Quanjian. Anche alcuni membri originali del nostro gruppo ultràs ci hanno tradito e stanno copiando i nostri canti, il nostro stile. A Tianjin puoi trovare anche persone che sostengono entrambi i club perché dicono: “Sono di Tianjin ed tutti e due i club rappresentano la mia città”. In altre aree della Cina non è così: ad esempio a Shanghai devi scegliere da che parte stare, la stessa cosa a Guangzhou»

Una vecchia rivalità

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Il JingJin Derby fra Teda e Guoan – photo by weibo.com/ptyellow

Prima del Tianjin Quanjian, i grandi rivali del Teda erano quelli del Beijing Guoan in quello che era conosciuto come il JingJin Derby che affonda le sue radici addirittura negli anni ’90. Le due tifoserie si sono riappacificate nel 2015, con la terribile esplosione al porto di Tianjin che ha causato centinaia di morti e feriti ed ha causato gravi danni anche al Teda Stadium (il quale non è stato ancora completamente riparato).

«Il derby è nato nel secolo scorso- ci racconta sempre Guanpeng Wang – è molto famoso in Cina dato che è una delle rivalità più storiche. Il tutto nasce nel 1996, quando il nostro portiere Shi Lianzhi ha sferrato un calcio volante all’attaccante del Beijing Guoan, Gao Feng. All’inizio era una rivalità personale che poi si è propagata anche alle tifoserie. Beijing Guoan e Tianjin Teda continuano ad essere delle squadre che rappresentano veramente il territorio, con giocatori originari delle rispettive città. Credo che le persone di Pechino e Tianjin non possano odiarsi a vicenda, siamo molto simili di carattere, siamo molto caldi e accoglienti. Alcuni anni fa c’è stata una grossa esplosione al porto di Tianjin e molti gruppi ultras di Pechino sono accorsi per donare soldi, sangue e sostenere la nostra squadra sugli spalti. Ora il nostro grande rivale è il Tianjn Quanjian.»

Intervista completa a Guanpeng Wang (leggi qui)

Articolo pubblicato originariamente su La Gazzetta di Don Flaco

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