Ibrahimovic in Cina: l’assurdità di certe cifre, pro e contro dell’operazione

Qualcuno deve averla fatta fuori dal vaso, o ha sbagliato a digitare qualche numero sulla tastiera, perché le cifre emerse sanno di bufala astronomica.

Secondo quanto riportato da Repubblica, il futuro di Ibrahimovic potrebbe essere in Cina. Come ben sappiamo l’attaccante del PSG, fra le righe, ha già annunciato il proprio addio alla capitale francese, senza però sbilanciarsi sul proprio futuro.
Il fatto sconcertante è l’ingaggio proposto al giocatore, di 75 milioni di euro a stagione, cifre che non stanno ne in cielo ne in terra, nemmeno quando dietro questa operazione -sempre secondo il quotidiano italiano- vi è nientemeno che il governo cinese nella figura del presidente Xi Jinping.

L’operazione è plausibile se i 75 milioni saranno ripartiti in tre anni, inoltre l’ingaggio di Ibrahimovic, presenta dei pro e dei contro.
Partiamo dai fatti positivi di questa operazione, ovvero l’acquisizione di un uomo immagine che possa incanalare le masse e sempre più sponsor verso la Chinese Super League. Già da novembre 2015 si parlava di Wayne Rooney, in un operazione sempre supportata dal governo. Di tutti gli stranieri presenti in CSL nessuno ha l’appeal di due leggende come Ibra e Rooney, il che servirà anche per porre il calcio al centro dell’ambito culturale sportivo della Cina, acellerare il processo e invogliare sempre più persone e giovani leve a cimentarsi in questa disciplina, dato che fino ad ora, solo lo 0,05% della popolazione è tesserato, inoltre il pubblico continua a preferire fra gli sport di squadra la pallavolo e il basket.

Il problema di Ibra, e di tutti gli stranieri presenti in CSL, è che i club stanno puntando esclusivamente sui talenti stranieri per rafforzare le proprie fila, trascurando tempo, risorse e denaro per lo sviluppo locale. Questi problemi si riscontrano in gran parte nella nazionale calcistica, la quale, nonostante presenti alcuni giocatori molto interessanti come Wu Lei e Wang Yongpo, non riesce a fuoriuscire dalla mediocrità. Le speranze della Cina risiedono nella nazionale del futuro, ma l’U23 impegnato nel 2015 nella Coppa d’Asia di categoria è uscita al primo turno collezionando tre sconfitte.

In definitiva: l’ingaggio di Ibrahimovic servirà per fare solamente audiance, per uno sviluppo globale serviranno invece tempo e progetti a lungo termine

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