I dubbi sulle gestioni cinesi di Milan e Inter fra debiti, Fair Play Finanziario e l’ingombrante presenza dei procuratori

Più passano gli anni, meno sono le certezze nel mondo del calcio. Solitamente le proprietà straniere vengono accolte con l’illusione di una svolta radicale dal punto di vista degli investimenti e della competitività, per poi rendersi conto di avere a che fare con un sistema manageriale ancora inefficiente con la conseguente perdita di milioni di euro, come nel caso dell’Inter, oppure ci si ritrova di fronte a liquidità di dubbia provenienza (Milan).

IL DIAVOLO FRA ELLIOTT E JORGE MENDES

Le torride giornate d’estate vengono rese più sopportabili per i tifosi rossoneri dai titoli dei giornali a caratteri cubitali che elogiano il colossale mercato che sta intraprendendo il Milan con Fassone e Mirabelli, i due uomini agli ordini del cantonese Yonghong Li. I rossoneri in questa sessione di mercato hanno già speso 82 milioni di euro per portare alla corte di Montella nomi altisonanti quali Andrè Silva (38 mln), Ricardo Rodriguez (18 mln), Mateo Musacchio (18 mln) e Frank Kessie (prestito 8 mln). E pensare che nella scorsa sessione estiva complessivamente di milioni ne erano stati spesi solamente 28, inoltre vi sono tantissimi altri nomi sui taccuini di Fassone e Mirabelli quali il terzino Conti e il centrocampista Khrikowiak.

In tutta questa situazione di grande esaltazione, sono pochissimi i giornalisti che si prendono un attimo di riflessione e si chiedono: “E’una bolla di sapone questa? E se esplode quali possono essere le conseguenze per il Milan?” Il budget di mercato come più volte anticipato si attesta sui 140-150 milioni di euro, che derivano dal doppio aumento di capitale e dal bond complessivo da 128 milioni di euro emesso nella Borsa di Vienna con scadenza a un anno e mezzo, interamente sottoscritto dal fondo Elliott, con il quale il Milan ha un debito da circa 340 milioni di euro (interessi compresi) da restituire entro 18 mesi.

Non ci è andato ancora sapere come Yonghong Li possa ripagare il debito che ha contratto con Elliott. Il Volountary Agreement presentato dal Milan alla Uefa per rientrare nei parametri del Fair Play Finanziario non era ritenuto acettabile ed è stato rinviato ad ottobre, dunque a mercato concluso. Secondo quanto riportato nella giornata di ieri dal Sole 24 Ore, il business plan che il Milan presenterà all’Uefa presenta prevede che i ricavi passino a 524 milioni di euro entro il 2022, con un incremento a 426 milioni nel 2019, anno in cui dovrà essere saldato il debito.

I ricavi per la maggior parte deriveranno dal mercato cinese che già dalla prossima stagione dovrebbe fruttare 90 milioni di euro per le casse rossonere. Le perplessità sono date dal fatto che, come avevamo evidenziato nel mese di aprile, il brand Milan in Cina ha un valore effimero paragonato a quello dei big club europei. Nel 2009, quella rossonera era la squadra più famosa nella Repubblica Popolare Cinese, ma parliamo di ben otto anni fa e da allora gli scenari sono mutati radicalmente e il calcio italiano complessivamente è rimasto indietro rispetto alle altre leghe, e privo di qualsiasi appeal.

Il futuro del Milan pare ancora tutt’altro che stabile ed è un grande punto interrogativo data la totale assenza di trasparenza nel modus operandi di questa nuova società. La nuova dirigenza del Milan inoltre si sta inserendo nel circuito di economia parallela e speculativa del calcio, grazie all’acquisizione di Andrè Silva, il primo colpo targato Jorge Mendes, da sempre grande nemico di Raiola. Non è da escludere che l’arrivo del portoghese e della Gestifute possa indurre il Milan a privarsi degli assistiti dell’italo-olandese, ovvero Donnarumma e Bonaventura.

L’INTER VA AD ARICCHIRE L’ECONOMIA PARALLELA DEL CALCIO

E’ positivo l’ingresso di queste figure all’interno delle società? Chiedetelo pure all’Inter e al Gruppo Suning, che si è ritrovato a sperperare quasi 40 milioni di euro, fuoriusciti dal circuito dell’economia calcistica per andare ad arricchire l’economia parallela degli agenti e dei fondi di investimento.

Grazie all’ottimo lavoro svolto da Pippo Russo su calciomercato.com, siamo venuti a sapere dei dettagli economici delle operazioni Gabriel Barbosa e Joao Mario, le quali hanno un denominatore in comune: Kia Joorabchian, super agente anglo iraniano, consulente di mercato della Suning, il quale vanta nel palmares un mandato di cattura internazionale diramato dall’Interpool ai tempi in cui tesseva le sorti del Corinthians con il suo fondo di investimento MSI.

Da sempre le squadre cinesi si affidano alle figure degli agenti per fare mercato, i quali naturalmente non sono minimamente interessati allo sviluppo di un progetto sportivo, ma portano alla corte di questa o quella compagine i propri assistiti, oppure calciatori di cui detengono il cartellino, ottenendo profitti da commissioni gonfiate alle stelle. Transfermarkt ci dice che per Joao Mario e Gabriel Barbosa l’Inter ha complessivamente speso 75 milioni di euro, ma in realtà sono 83, dato che ben otto milioni di euro se ne sono volati via in commissioni.

Come spiega Pippo Russo, di questi 83 milioni, il 45% è uscito dal sistema calcio fra commissioni e TPO:
– 40% dei diritti economici di Gabigol allo stesso Gabigol (o chi per lui) = 12 milioni
– 20% dei diritti economici di Gabigol a Doyen = 6 milioni
– 25% dei diritti economici di Joao Mario a Quality Football Fund Ireland Limited = 11,25 milioni
– Commissione sul trasferimento di Gabigol, pagata a Giuliano Bertolucci = 4 milioni
– Commissione sul trasferimento di Joao Mario, pagata a Amir Ali Kohansal = 4 milioni.

E’ dunque chiaro che anche l’Inter non naviga in acque molto agiate, con l’ingombrante figura di Kia Joorabchian che ha allestito questa grande fuga di soldi dal sistema calcio sarà impossibile costruire un progetto sportivo valido che sia sostenibile nel tempo. Questo è lo stesso scenario a cui rischia di andare incontro il Milan con Jorge Mendes, il quale ha certamente portato il Monaco a grandi successi, ma contemporaneamente ha letteralmente spolpato in Spagna il Valencia e il Deportivo La Courona.

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