Ho provato, ho fallito. Non importa, riproverò. Fallirò ancora. Fallirò… peggio

Ho provato, ho fallito. Non importa, riproverò. Fallirò ancora. Fallirò… peggio.

Per parlarvi del sistema calcistico cinese ci siamo presi la libertà di modificare leggermente la leggendaria frase dello scrittore Samuel Beckett, perchè non vi è alcuna forma di redenzione nella nazionale cinese di calcio, quella che infatti sembrava profilarsi come una nuova generazione di buoni talenti ha perso definitivamente la propria occasione di emergere, in quanto eliminata alla fase a gironi della Asian Cup U23 che si disputa addirittura in casa.

Anche la Nazionale maggiore guidata da Lippi è reduce da tre anni di fallimenti. Dopo la buona Asian Cup del 2015 la Cina ha inanellato una serie di cocenti delusioni calcistiche, a partire dai doppi pareggi con Hong Kong sotto la gestione Alain Perrin, al terribile gioco espresso sotto Gao Hongbo, fino al nostro Lippi che ha fatto quel che poteva con del materiale umano veramente scarso, nel vano tentativo di raggiungere il mondiale in Russia.

Nel frattempo una serie di giovani calciatori, nel 2017 si sono messi in mostra, complice anche la regola che obbligava a schierare nella formazione iniziale un U23, e sembrava che alcuni di questi potessero far parte del nuovo ciclo della Nazionale per l’Asian Cup del 2019 e le qualificazioni al mondiale in Qatar. Ebbene, ci siamo dovuti ricredere: dopo la buona prova contro il modestissimo Oman, sono giunti due k.o. contro Uzbekistan e Qatar.

Da quando esiste la Asian Cup U23, la Cina in tre edizioni ha collezionato ben otto sconfitte in nove partite, segno di come il lavoro a livello giovanile sia totalmente disastroso. Quest’anno si sono salvati due elementi che hanno molto ben figurato, l’esterno offensivo Wei Shihao, neoacquisto del Beijing Guoan e il centrocampista Yao Jinsheng dello Shandong Luneng.

Se guardiamo indietro la situazione non è assolutamente delle migliori: due anni fa la Cina U19 fu eliminata alla fase a gironi dell’Asian Cup e lo scorso anno, per la seconda volta consecutiva, la nazionale U16 ha fallito la qualificazione alla competizione finale.

Come ribadito più volte, la nazionale cinese vuole ospitare un Mondiale di calcio entro il 2030 e tentare di vincerlo nel 2050, ma di questo passo il secondo obiettivo rimarrà pura utopia. La Chinese Football Association a quasi tre anni dall’emanazione della riforma calcistica ha totalmente fallito quella che è la politica giovanile.

Le istituzioni calcistiche vogliono accelerare i tempi di crescita, per questo hanno emanato assurde regole per gli U23 in Chinese Super League (leggi qui) che creano perdita di appeal al campionato e attuato programmi di dubbia utilità con la Federazione Tedesca per far giocare una rappresentativa U20 in quarta divisione tedesca.

Di questo passo si fallirà ancora, si fallirà peggio. La Federazione ha pensato di riformare il calcio partendo dalla punta della piramide, ma è dalla base che bisogna partire, dalle scuole primarie, dove però la situazione nella maggior parte dei casi, sotto vari punti di vista è estremamente arretrata, vuoi perchè mancano degli insegnanti qualificati, vuoi perchè manca la strutturazione di tornei interscolastici.

Solo quando si creerà una solida base nelle scuole e una sana cultura calcistica fra i bambini delle scuole elementari e si formeranno in maniera adeguata gli istrutturi, allora si potrà pensare di ottenere dei risultati decenti con le nazionali giovanili, altrimenti non dovremo più stupirci di mancate qualificazioni nelle Coppe d’Asia di categoria o eliminazioni al primo turno.

 

 

 

Precedente Il futuro dell'Inter fra debiti e Fair Play Finanziario: intervista all'avvocato Carlo Rombolà Successivo ACL 2018 (preliminari): Ceres Negros avanti ai rigori, gli indonesiani del Bali United sul velluto