eSports: la rivoluzione olimpica per Parigi2024 parte dalla Cina

In settimana, è stato annunciato che gli eSports potrebbero diventare disciplina Olimpica a partire da Parigi 2024. A rivelarlo è Tony Estanguet, co-presidente del comitato organizzatore locale in un’intervista all’AP: «Se le Olimpiadi vogliono mantenere il loro fascino anche nelle nuove generazioni devono considerare come sport veri e propri quelli praticati tramite videogiochi».

«Non possiamo più dire “non fa per noi”, “non fa per le Olimpiadi”, i tempi sono cambiati e non si può più dire no a prescindere. Bisogna parlarne con il Cio, che avrà l’ultima parola, e interagire scoprendo nuovi orizzonti. Non voglio dire no a prescindete. Penso che sia interessante interagire con il CIO, con la “famiglia eSports”, per capire meglio come funzioni il loro mondo e perché sia un tale successo. Dopo la riunione del CIO a settembre a Lima passeremo un po’ di tempo a interagire con nuove persone e con le parti interessate. Il CIO avrà l’ultima parola… se vogliono gli eSports sul programma. Ne discuteremo tra di noi»

Nelle scorse Olimpiadi di Rio, si è tenuto un evento dimostrativo di eSports, ma oramai non si può più ignorare la crescente importanza di questo settore che nel 2016 è riuscito ad arrivare a revenues pari a 463 milioni di dollari. Cifre da capogiro che sono destinate a crescere con la sempre maggior domanda e l’interesse da parte di club calcistici non solo in giochi come quello di Fifa. Basti pensare che club come PSG, Sporting Lisbona e Besiktas che hanno allestito un team di League of Legends, mentre il Copenaghen si è focalizzato su Counter Strike. 

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La rivoluzione olimpica degli eSports partirà dalla Cina, in particolar modo dagli Asian Games del 2022 che si svolgeranno ad Hangzhou, nella provincia orientale dello Zhejiang (lo scorso anno sede del G20), dove gli eSports saranno ufficialmente inseriti come discipline che garantiranno delle medaglie come nuoto, calcio, atletica ecc… Il progetto è stato approvato dall’Olympic Council of Asia (OCASIA)  su iniziativa di Alibaba, il gigante economico cinese, che nel 2016 aveva annunciato di avere stretto una partnershio con la Federazione Nazionale degli sport elettronici, con un investimento pari a 150 milioni di dollari.

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Alibaba, re dell’ecommerce e proprietario delle quote del Guangzhou Evergrande sta guardando con ambizione al futuro degli eSports, tanto che nel 2015 ha siglato un accordo di cooperazione in 10 anni con la città di Changzhou (provincia dello Jiangsu) per lo sviluppo dell’industria degli eSports. Nel 2016 a Changzhou si è tenuta la prima edizione dei World Eleteronic Sports Games (WESG), le cui finali si sono disputate nello Stadio Olimpico della città e comprendevano quattro giochi: Counter Strike, Hearthsone, Starcraft e Dota, per un montepremi totale da otto milioni di dollari.

Sono sempre di più le grandi aziende e gli eventi basati sugli eSports in CIna: recentemente il colosso informatico Tencent ha inaugurato la competizione calcistica basata su Fifa Online 3 che coinvolgerà i club della Chinese Super League, a cui si aggiungeranno alcune compagini estere come l’Olympique Lyonnas. La Tencent inoltre ha presentato il progetto di istituire una cittadella dedicata agli eSports a Wuxi, nella provincia dello Jiangsu.

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A dicembre la Cina sarà l’epicentro del mondo degli eSports, dato che allo Stadio Nido di Rondine si terranno le finali mondiali di League of Legends, uno dei giochi in assoluto più importante, che garantirà ai campioni mondiali un montepremi da oltre tre milioni di dollari. L’ultima edizione che si è disputata in Asia è stata in Corea nel 2014, dove nello stadio che ha ospitato l’dizione della Coppa del Mondo del 2002, erano presenti 40mila spettatori a cui si devono aggiungere altri 11 milioni di utenti online. Numeri immensi che generano profitti altrettanto grandi. Il mondo tradizionale dello sport non può più ignorare l’avanzata implacabile dei Giochi Elettronici.

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