Elkeson non poteva giocare per una clausola: il Guangzhou non ammette le partite degli ex

Quante volte si sente dire “Eh ma quel giocatore non è infortunato, non può disputare la partita dell’ex perché non gli è permesso da contratto”. In Italia si mormorava di questo con Ibrahimovic (Milan e Barcellona) e Pirlo (Milan e Juventus), ma i fatti hanno poi smentito le malevoli voci dei tifosi. Nella Chinese Super League la clausola che non permette di disputare la partita dell’ex è ampiamente usata dal Guangzhou Evergrande.

I campioni di Cina nell’ultima sessione di mercato hanno ceduto l’attaccante Elkeson allo Shanghai SIPG per 18 milioni di euro, ed è stato proprio il comunicato rilasciato dal Guangzhou a stupire gli addetti ai lavori: “Abbiamo accettato l’offerta dello Shanghai SIPG e deciso di cedere Elkeson, nella speranza che questo li possa aiutare a far bene nella AFC Champions League”. Parole e gesti che trascendono lo sport, ma la realtà dei fati è stata differente. Nell’ultima partita di campionato si sono affrontati Guangzhou e Shanghai al Tianhe Stadium, il match è terminato 1-1, ma Elkeson non era presente in campo, in quanto una clausola gli impedisce di giocare contro la sua ex squadra, come sottolineato sul profilo twitter delle Metal Eagles e dallo stesso commentatore durante il match, al momento della lettura delle formazioni.

Quello di Elkeson non è stato un caso isolato, in quanto nel corso di questa stagione, è stato impedito di scendere in campo al portiere dello Shanghai Shenhua, Li Shuai e all’attaccante dell’Hebei Fortune, Dong Xuesheng, quest’ultimo fondamentale per il rendimento dei Samba Kings, in quanto guida la classifica marcatori del campionato con ben 7 centri. Entrambi i giocatori sono stati ceduti nel mese di gennaio.

IL PRECEDENTE IN EUROPA- Tale pratica ha scatenato innumerevoli polemiche in campo europeo, durante la semifinale di Champions League nella stagione 2013-2014, con il Chelsea che si ritrova ad affrontare l’Atletico Madrid. A difendere la porta dei colchoneros vi era il belga Courtois, il cui cartellino apparteneva già allora ai Blues di Londra. Nel contratto del prestito vi era una clausola che impediva al portiere di giocare contro il Chelsea a meno di dover pagare una multa da ben 6 milioni di euro. L’Atletico Madrid fece ricorso e la UEFA cancellò il divieto in tale circostanza, sentenziando:  “Siamo pronti a sanzionare chiunque si avvalga di clausole di questo genere”.

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