eGames, ovvero come cambia il mondo dello sport: la Cina organizzerà la League of Legends World Championship

Il mondo dello sport sta cambiando radicalmente e da qualche anno il settore degli eGames ha raggiunto cifre importanti per quanto riguarda il pubblico che vi gravita intorno, ma soprattutto per la sua economia. Anche la Cina non ha resistito alla chiamata del gioco virtuale e proprio nel 2017, la Riot ha annunciato che la League of Legends World Championships si terrà proprio nell’ex celeste impero.

E’ la prima volta che la Cina organizza un evento di tale importanza per quel che riguarda gli eGames. I mondiali si disputeranno dal 24 settembre al 4 novembre con la partecipazione di 24 squadre con la finale che si terrà allo Stadio Nido di Rondine di Pechino, lo stesso che ha ospitato le Olimpiadi del 2008 e i Mondiali di Atletica nel 2015.

Il mondiale cinese sarà il settimo di League of Legends, il quale ha raggiunto un montepremi molto importante: nel 2016 la SK Telecom T1 ha guadagnato la bellezza di 2.6 milioni di dollari, mentre i secondi qualificati, i Samsung Galaxy, poco più di un milione. Cifre ben più ampie rispetto a quelle che si sono aggiudicati i campioni Fntic alla prima edizione del 2011, ovvero solo 50.000 dollari.

Da tre anni si aggiudicano il trofeo solo squadre coreane, le quali hanno invaso letteralmente il medagliere, dato che, dalle parti di Seoul, League of Legends oppure Starcraft possono essere anche considerati degli sport nazionali, con i campioni che sono delle vere e proprie star e hanno persino fan club a loro dedicati.

Non stiamo parlando solo dell’altra parte del mondo, ma completamente di un altro mondo, dato che i vari Giappone, Cina, Sud Corea, dal punto di vista tecnologico e dell’interazione che il reale vive con il virtuale, sono decisamente più evoluti rispetto all’occidente. Questa situazione spesso non ha dei risvolti positivi nella maggior parte dei casi, dato che l’esperienza di gioco rischia di diventare alienante nei confronti dell’ambiente esterno: i giocatori coreani come detto sono delle vere e proprie star, ma la maggior parte di questi spesso non sa di esserlo dato che vive esclusivamente per la tastiera e per il PC, esperienza che accomuna anche quei ragazzi che ambiscono a diventare campioni di League of Legends.

PSG of Legends

La grande novità nel mondo degli eGames riguarda il Paris Saint Germain, il club più forte della Ligue 1, che sarà rappresentato da un team di League of Legends. Nell’ottobre 2016 la online media company Webedia e la sua controllata Bang Bang Management hanno acquistato il Team Huma’s League of Legends European Challenger Series dalla Behdad Jaafarian per 70mila dollari, con il PSG che ha concesso l’utilizzo del proprio brand.

La cessione si è resa obbligatoria quando la Riot Game ha bannato dalle competizioni la Behdad Jaafarian per il mancato pagamento ai propri giocatori. Il PSG team è composto da un francese, Etienne Michels, uno svedese, Hampus Abrahmsson, un olandese, Thomas Yuen, e due coreani: Jin Seong e Na Woo.

Un futuro olimpionico

E se in futuro, alle Olimpiadi. La trasmissione televisiva della corsa di Bolt fosse interrotta per lanciare un collegamento per la finale del torneo di League of Legends?

Nel 2016, per due giorni, a Rio de Janeiro, durante i Giochi Olimpici, si è tenuta una manifestazione dimostrativa sugli eGames, che ha coinvolto Gran Bretagna, Canada, USA e Brasile. L’obiettivo è di far si che tali discipline siano riconosciute dal Comitato Olimpico Internazionale al pari degli altri sport.

Il mondo dello sport sta letteralmente cambiando, e nel dicembre del 2017 a Dubai si terranno i World Future Sport Games, ovvero le Olimpiadi del futuro, nelle quali gli umani avranno un ruolo di dietro le quinte, mentre a gareggiare per la gloria saranno droni, macchine che si pilotano da sole, bracci meccanici che si sfidano a colpi di ping pong e robot che giocano un calcio ancora primordiale, ma chissà, potrebbe anche esaltarci in futuro.


 

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