Crampi Sportivi: 10 momenti tragicomici della Chinese Super League

Siamo giunti al giro di boa in Cina per quanto riguarda i campionati, in un 2017 assolutamente da ricordare: non solo per i grandi campioni approdati in Cina, da Oscar a Pato, e per le divertenti partite a cui abbiamo assistito, ma sopratutto per episodi fuori da qualsiasi logica, che oscillano fra il paranormale e il tragicomico. Per voi abbiamo raccolto i dieci avvenimenti più non-sense di questa Chinese Super League 2017.

1-Bipolarismo da calciomercato

Da qualche anno a questa parte, quella di gennaio, che per l’Europa era una finestra di mercato più o meno tranquilla, detta di “riparazione” è diventata un vero e proprio assedio da parte degli yuan dei club di Chinese Super League. Nel 2016 abbiamo assistito alle cosiddette spese folli, con i trasferimenti milionari di Alex Teixeira, Ramires, Guarin, Lavezzi e Jackson Marinez.

Il 2017 era partito sempre con il botto, con gli ingaggi di Tevez, ma sopratutto del 25enne Oscar dal Chelsea per 60 milioni di euro, ma di li a poco sarebbe intervenuto lo stesso governo. Sempre a gennaio, fu ufficializzata la scissione fra l’ente statale della General Sports Administration e la Chinese Football Association. Finiva l’epoca statale per la federazione calcistica, al fine di agire con maggior indipendenza e migliorare l’assetto manageriale. Ma del governo non ti puoi liberare: è come il sangue che ti circola nelle vene, per cui la General Sports Administration torna alla carica e nel bel mezzo del mercato riforma le regole sugli stranieri, passando dal 4+1 (quattro stranieri di qualsiasi paese più uno dell’AFC, ovvero la confederazione asiatica) a poter tesserare sempre cinque stranieri e poterne convocare solo tre.
I club che si stavano allestendo il mercato secondo le regole del 4+1 rimangono “fregati” e si son ritrovati improvvisamente ad aver speso decine di milioni di euro per la gloria. La nuova regola è ancora più deleteria e prevede il 100% di tasse per gli acquisti stranieri che superano i 6 milioni di euro; inoltre dal 2018, per ogni straniero in campo dovrà essere schierato contemporaneamente un U-23, per incentivare l’utilizzo di giovani (altra spinosa questione sulla quale torneremo). Questi provvedimenti sono contro qualsiasi logica di mercato, tanto che la Ti’ao Power vuole rinegoziare i diritti TV, previsti in 300 milioni di euro il prossimo anno. Chi spenderebbe 300 milioni di euro per un campionato con cinesi sconosciuti e brasiliani di basso profilo?

2. Odion Ighalo non sa cos’è/dove sia lo Changgun Yatai

Uno dei trasferimenti più chiacchierati è stato Ighalo, passato dal Watford allo Changchun Yatai per 20 milioni di euro. Nell’estate del 2016 l’attaccante nigeriano aveva rifiutato delle ricchissime offerte cinesi, ma era ormai giunto il momento di accettare dopo essere diventato la quarta scelta in attacco nello scacchiere di Mazzarri.

Come rivelato ai media inglesi, Ighalo non ha accettato l’offerta cinese per il ricchissimo contratto che gli è stato offerto, ma per il progetto di una squadra che non conosceva nemmeno, tanto che ha ammesso di averla cercata su Google: “Non avevo mai sentito parlare di questo club, quando è giunta l’offerta l’ho googlato e mi son detto ‘Perchè no?’: è una piccola città in Cina, hanno musei, buoni giocatori, i ristoranti sono ok. Mi sembra una bella città nella quale vivere”.

Dopo 15 giornate, Ighalo ha segnato la miseria di tre gol. Forse dovrebbe utilizzare la funzione Google Map per vedere di ritrovare dov’è la porta; sfortunatamente per lui, in Cina non c’è Google. Ighalo dovrà probabilmente usare Baidu per cercare fortuna.

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3. Partita inaugurale a porte chiuse

Dopo un calciomercato da 400 milioni di euro e i trasferimenti di Tevez, Pato, Oscar, Ighalo e tanti altri campioni, hai chiaramente gli occhi del tutto il mondo addosso. La partita inaugurale della Chinese Super League 2017 mette di fronte due squadre di basso profilo, il Guizhou Zhicheng e il Liaoning. La partita si disputa si gioca a Guiyang, in casa della neopromossa, in uno stadio Olimpico da oltre 60.000 posti… vuoto. Già, perché il campo era squalificato, e sai l’ironia che si è fatta su questa clamorosa cappella (spesso e volentieri si è strumentalizzata la notizia: no, non sto parlando con voi, Calciatori Brutti…). Ogni tentativo di difendere la CFA sembra dissolversi con queste figure: il pubblico e gli osservatori esteri non aspetta altro per massacrarli.

4. Il povero Zhang Huachen e il precariato dell’U-23

Una delle novità della stagione 2017 riguarda il fatto che i club di Chinese Super League debbano obbligatoriamente schierare un giocatore U-23 nell’undici iniziale e portarne almeno uno in panchina. Provvedimento sacrosanto dato che, come evidenziato lo scorso anno in un report, la CSL è un campionato per vecchi. Tuttavia, succede l’incredibile nella partita inaugurale fra Guizhou Zhicheng e il Liaoning: al 15′, gli ospiti chiamano la sostituzione del centrocampista classe ‘95, Jiao, in favore di Liang. L’U-23 sostituito non era infortunato, ma è stato tolto per scelta tecnica, in modo da aggirare l’ostacolo. Fatta la legge, trovato l’inganno: molti club schierano l’U-23 per sostituirlo dopo pochissimo tempo e il giocatore più sfortunato è Zhang Huachen dello Shanghai SIPG, sostituito per nove giornate consecutive da Villas Boas allo scoccare del quarto d’ora. A salvare il centrocampista classe ‘98 da questo corso su “come bruciare un giocatore in pochissimi mesi” ci ha pensato un infortunio muscolare.

5. Qin Sheng squalificato per sei mesi

Seconda giornata di campionato: all’Hongkou Stadium di Shanghai va in scena il match fra lo Shenhua di Tevez e Guarin contro il Tianjin Quanjian di Canavaro, Pato e Witsel: di fatto, una delle partite più cattive e tese (e divertenti) a cui io abbia mai assistito. Al 24′, poco prima della battuta di un calcio d’angolo, il centrocampista dello Shanghai Shenhua Qin Sheng rifila un pestone volontario a Witsel. L’arbitro vede tutto ed espelle il giocatore. Nulla di strano fino a quel momento, poiché episodi simili accadono ogni weekend in qualsiasi parte del mondo. Ci aspettavamo due-tre giornate di squalifica e invece interviene ancora una volta la General Sports Administration, infliggendo a Qin Sheng sei mesi di squalifica (!).

La motivazione? Il match era trasmesso nelle emittenti televisive di 96 paesi e la squalifica è un monito per dimostrare che le star straniere non si toccano. Lo scorso anno Gervinho fu protagonista di un gesto decisamente peggiore, ma fu squalificato per cinque giornate, non sei mesi.

6. A Sun Shilin piace questo elemento

Uno dei miei momenti preferiti in questa stagione di Chinese Super League, sempre alla seconda giornata durante il match fra Shenghai Shenhua e Tianjin Quanjian. Negli ultimi minuti di gioco, Alexandre Pato sbaglia il rigore decisivo per la vittoria sparando alto. Il Papero è estremamente sconsolato, ma a suo supporto interviene Sun Shilin dello Shenhua, che gli dà due pacche sulla spalla e gli mostra il pollice. Il centrocampista cinese si becca due giornate di squalifica per il gesto, ma ha il merito di diventare un MEME. Ancora più esilaranti sono le sue dichiarazioni a giustificare il gesto:

“Pato? Ha sbagliato apposta il rigore. Ho solo voluto esprimergli la mia gratitudine. Non volevo prendere in giro Pato, ma ringraziarlo. Credo infatti che abbia sbagliato apposta il rigore; come me non era d’accordo con la decisione dell’arbitro, perché penso che non ci fosse proprio. Il suo è stato un gesto di fair play e ho voluto esprimergli così la mia gratitudine”

MEME Mode On: “Sun Shilin in nazionale consola gli avversari della Sud Corea”.

7. 60 milioni di euro e due rigori sbagliati (nella stessa partita)

4° giornata della fase a gironi della AFC Champions League, lo Shanghai SIPG vola in Giappone sul campo dell’Urawa Red Diamonds per consolidare il primo posto in classifica, ma le cose non vanno come dovrebbero. I giapponesi chiudono il primo tempo in vantaggio, ma nella ripresa a giocare decisamente meglio sono le Metal Eagles di Shanghai. Vengono fischiati due rigori in favore degli uomini di Villas Boas ed entrambe le volte è Oscar a presentarsi sul dischetto. Il primo tentativo centra la traversa, mentre il secondo viene sparato in curva. Lo Shanghai SIPG, per il doppio errore dal dischetto del suo giocatore più costoso, perde la partita. Quello stesso weekend, sul campo del Tianjin Quanjian, lo Shanghai SIPG sbaglia il rigore dello raddoppio con Hulk e subito dopo Pato pareggia per l’1–1 finale.

8. La statua di Tévez in mezzo al campo di Tianjin

Per le sue grandi gesta nel campionato cinese, a Tianjin hanno deicato una statua a Carlos Tevez proprio in mezzo al terreno di gioco. In questo filmato potete osservare i giocatori del Tianjin Teda impostare l’azione dal basso, con la statua di Tevez al centro del campo. Il tributo all’Apache possiede una mobilità minima, ma certamente non disturba il giro palla degli avversari, né conferisce un valore aggiunto ai propri compagni. Non fa nulla: seems a legit waste of money.

9. Nothing to do, nothing to say

13° giornata di Chinese Super League, siamo verso la fine del primo tempo fra Guangzhou R&F e Shanghai SIPG sul punteggio di 1–1. Oscar prende letteralmente a pallonate due avversari dopo averli provocati e si scatena un putiferio, con le due panchine che fanno il loro ingresso in campo e l’arbitro Zhou Gang che osserva incredulo per sette minuti le due parti scannarsi fra di loro fra spintoni e insulti. Alla fine, ristabilita la calma, Zhou espelle Li Tixiang, che aveva spinto Oscar generando il putiferio, e Fu Huan per lo Shanghai SIPG.

Al termine della settimana, la Federazione annuncia che per Fu Huan le giornate di squalifica sono ben sei, mentre per Oscar addirittura otto. Una scelta senza alcun criterio che fa infuriare l’ambiente delle Metal Eagles. Nella successiva partita in casa contro l’Henan Jianye la curva veste la maglia con su scritto “Nothing to do, Nothing to say”, motto della protesta contro la controversa scelta della federazione (la maglia la trovate su Taobao per otto euro). Al termine della partita la maglia viene indossata anche da Wu Lei e Hulk, e questo gesto fa infuriare ancora di più le istituzioni.

Il giorno successivo, lo Shanghai SIPG dirama un comunicato che invita i tifosi a non esporre in maniera così forte il proprio disappunto, in quanto teme ulteriori ripercussioni… che arrivano. La Federazione convoca a Pechino Hulk, Wu Lei e Andrè Villas Boas (per un post polemico su Instagram) e li squalifica per due giornate. Chi scrive simpatizza per le Metal Eagles di Shanghai, ma nonostante le avversità e la squalifica di quattro top players, la squadra è riuscita comunque a espugnare il campo dello Jiangsu Suning di Fabio Capello, portandosi a un solo punto dal Guangzhou Evergrande.

Bonus — Le lacrime amare del Baoding

La conferenza stampa più paranormale della storia del calcio: alla sedicesima giornata di China League One, il fanalino di coda Baoding Yingli Yitong, neopromosso, pareggia per 2–2 contro il Wuhan Zall che fu di Ciro Ferrara. Un vero e proprio furto al Baoding, che in vantaggio per 2–1, si vede concedere ben otto minuti di recupero (causa infortuni) e un rigore a tempo oramai ampiamente scaduto trasformato dal boliviano Moreno. Questo a sottolineare per l’ennesima volta lo scarsissimo livello degli arbitri cinesi. Un vero e proprio furto che non va giù al presidente del Baoding, che si presenta in conferenza stampa visibilmente turbato e sconvolge l’ambiente annunciando il ritiro della propria squadra dal campionato per poi scoppiare in lacrime. Fortunatamente il giorno successivo, il presidente ci ripensa e ritira la richiesta che aveva già inoltrato alla Federazione. Se i nostri presidenti fossero come quello del Baoding, il nostro campionato verrebbe dimezzato dopo tre giornate.

Articolo pubblicato originariamente su Crampi Sportivi

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