Cosa ci ha insegnato il tour estivo: la cultura del calcio in Cina è davvero così forte?

Quando si parla di Cina in termini calcistici, si sottolinea la grande quantità di pubblico e la possibilità di ampliare i propri orizzonti di mercato, ma vi è davvero questo seguito di massa?

I club europei che sono sbarcati in Cina sono stati accolti all’aeroporto da una moltitudine di persone vestite con maglie e sciarpe del club, mostrando un entusiasmo contagioso nel vedere i loro idoli giungere a oriente anche solo per pochi giorni.

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I fan cinesi accolgono il Borussia Dortmund

Come ogni anno, i principali club europei si sono confrontati nelle amichevoli dell’International Champions Cup fra America, Cina e Singapore, mentre ad Hong Kong andava in scena l’Asian Premier League Trophy. Le aspettative del tour cinese sono state smorzate subito alla prima partita, fra Milan e Borussia Dortmund, due squadre teoricamente molto amate in Cina, ma che hanno giocato di fronte ad uno stadio sostanzialmente vuoto.

Al Guangzhou Higher Education Stadium nel match di apertura fra il nuovo Milan di Montella e i giallo neri di Dortmund erano presenti poco più di 10mila persone.

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La desolante cornice di Milan-Borussia Dortmund

Una vista sconcertante se pensiamo che nello stesso periodo negli Stati Uniti, per i match di cartello si è quasi sempre registrato il tutto esaurito (eccezion fatta per poche partite), con un’affluenza da oltre 80.000 persone che è stata raggiunta per Barcellona-Juventus e Barcellona-Manchester United, mentre Manchester City-Real Madrid è andata oltre i 90mila spettatori.

In Cina la risposta del pubblico si è fatta sentire solamente per il Bayern Monaco (il club più amato dal pubblico cinese) e per il derby di Londra disputatosi a Pechino. Per i bavaresi, nei match contro l’Arsenal a Shanghai si è registrato il tutto esaurito (55.000 persone), mentre contro il Milan a Shenzhen, al Longgang Stadium l’impianto era pieno per due terzi.

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Nemmeno a Pechino si è realizzato il sold out, allo Stadio Nido di Rondine, per il derby fra Arsenal e Chelsea erano presenti solo 55mila persone su un impianto da oltre 90mila posti. Dati non molto esaltanti considerando anche il fatto che in Cina la Premier League è nettamente il campionato più seguito, con oltre 3mila ore di diretta all’anno.

Incredibilmente, con l’Inter targato Suning, il pubblico è nuovamente calato in modo alquanto drastico, sia per il match Changzhou contro lo Schalke 04, sia per il derby cinese contro il Lione a Nanchino nonostante frange di tifo nero azzurro molto attive.

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Al di la di un’affluenza non propriamente esaltante, sopratutto se paragonata con il tour americano (nel quale dobbiamo sottolineare comunque la presenza di squadre molto blasonate e famose a livello globale) uno spunto di riflessione ce lo offre il pubblico cinese.

Oltre alle grandi accoglienze in aeroporto, abbiamo imparato a conoscere più da vicino le tifoserie organizzate delle due squadre milanesi. Per quanto riguarda il Milan è stato alquanto esilarante il Fan Club di Guangzhou, che fuori dallo stadio, prima della sfida contro il Borussia Dortmund ci ha deliziato con “Milano siamo noi”, mentre nel match contro il Bayern Monaco il capo ultras ha esposto uno striscione con su scritto “Inter vaff*****o” mentre i tifosi sventolavo sciarpe con su scritto #wearesorich.

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Meno appariscenti, ma comunque molto rumorosi i tifosi cinesi dell’Inter, che durante il match a Nanchino contro il Lione hanno fatto ben sentire la loro presenza con un tifo assordante e cori per i giocatori di Luciano Spalletti. Quelli delle milanesi non sono casi isolati, dato che possiamo trovare in Cina grossi gruppi di tifosi del Bayern Monaco o dell’Arsenal.

A questo punto è lecito chiedersi se la cultura del calcio cinese è davvero così forte se frange di tifosi non trascurabili in quantità, manifesta un tale entusiasmo per squadre straniere tanto da formare gruppi organizzati di tifo facendo passare in secondo piano il campionato locale considerato da molti ancora non soddisfacente.

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La Chinese Super League ha per media, la quinta affluenza al mondo agli stadi, con 24mila persone a partita, ma dobbiamo considerare anche il fatto che la percentuale di riempimento degli impianti è molto esigua e rasenta solo il 60%. Una squadra come lo Shanghai Sipg, che annovera fra le proprie fila Oscar e Hulk oscilla fra le 25mila e le 30mila presenze a partita in un impianto da 55mila posto che ha fatto segnare il sold out per Bayern Monaco-Arsenal.

Dobbiamo considerare inoltre che il fenomeno della Chinese Super League è relativamente nuovo, dato che negli anni 2000 la lega è stata affossata dalla corruzione dei dirigenti e da un dilagante fenomeno di combine, tanto che la CCTV si rifiutò di trasmettere il campionato nel 2008. Ad oggi la Premier League è comunque sia il campionato più seguito in TV, persino più della Chinese Super League, indice di come il campionato locale deve ancora crescere molto, e date le nuove regole, il rischio è quello di un Grande Balzo all’indietro.

Il territorio cinese inoltre è estremamente vasto e vi sono ampie aree densamente popolate, nelle quali non vi è l’ombra di un club professionistico e in alcune provincie come Guizhou, Gansu e Xinjiang non si è ancora formato un campionato valido per l’Amateur Football League, naturale dunque che in queste zone il calcio straniero sia nettamente più popolare rispetto a quello della Chinese Super League.

I CASI DI HONG KONG E SINGAPORE

A Hong Kong si è tenuta l’Asian premier League Trophy, con Liverpool, Crystal Palace, Leicester e West Bromwich Albion. Ha fatto un ceto effetto vedere lo stadio nazionale di Hong Kong pieno (40mila persone) a cantare You’ll Never Walk Alone. Essendo un ex colonia britannica, ad Hong Kong la cultura della Premier League è molto forte ed è facilmente raggiungibile dai paesi del sud est asiatico senza problemi di visto.

Chi sta collassando invece dal punto di vista calcistico è Singapore. La città stato ha ospitato il triangolare della International Champions Cup alla quale hanno partecipato Chelsea, Bayern Monaco e Inter, con il match fra gli inglesi e i tedeschi che è stato quello più seguito con 48mila persone.
A Singapore il calcio locale è stato oramai da tempo lasciato ai margini, con lo sviluppo della lega che si è praticamente arrestato e nessun interesse da parte del pubblico e degli sponsor. Alla fine degli anni ’90, con l’arrivo dei campionati esteri sulle emittenti singaporeane, il pubblico si è allontanato dal proprio prodotto interno per seguire in massa la Premier League.

Quello di Singapore è un popolo che consuma calcio negli schermi televisivi senza praticarlo dato il notevole decremento dei giovani calciatori e di Academy specialistiche. Sostanzialmente si tratta dello stesso fenomeno che stava attraversando la Cina non più di dieci anni fa e che si sta cercando di tamponare con le riforme indette a partire dal 2012. Anche quello cinese fino a poco tempo fa era un pubblico prettamente televisivo e non praticante e solo recentemente questa tendenza si sta invertendo anche se ci vorrà molto tempo prima di ottenere risultati soddisfacenti. Lo sviluppo di una vera cultura calcistica passa anche per questo processo.

 

 

 

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