Chinese Tour: intervista esclusiva con l’allenatore del Wuhan Zall, Ciro Ferrara

21 agosto 2016

Dopo aver assistito alla partita a Tianjin fra la squadra locale e lo Shandong Luneng, con tanto di doppietta per Graziano Pellè, torno a Pechino, per incontrare Ciro Ferrara, anche lui in Cina, allenatore del Wuhan Zall, squadra della China League One. Un’intervista che è stata possibile solo grazie alla grande disponibilità dell’interprete della squadra, Francesco Abbonizio (la cui intervista trovatea breve).
Arrivato all’hotel nel quale alloggia il Wuhan, mi ritrovo di fronte a un gruppo di motociclisti cinesi che fanno rombare i loro motori, poi mi spigano che è un matrimonio, o qualcosa di simile. Ma ora veniamo a Ferrara, che è giunto in Cina quasi in contemporanea con Clarence Seedorf e Fabio Cannavaro quest’estate. Il Wuhan Zall si situa nella provincia dell’Hubei e sta lottando per la salvezza. Proprio quel giorno si è disputata la partita fra il Beijing Renhe e il Wuhan Zall al Fengtai Stadium, con i padroni di casa che (ahime), hanno trionfato per 1-0.

Questa l’intervista che Ciro Ferrara ha gentilmente concesso la mattina prima del match.

Già da qualche mese è arrivato in Cina alla guida del Wuhan Zall, come è stato l’impatto culturale e ambientale con la nuova realtà?

Devo dire che queste sono state le difficoltà minori, quasi per nulla. Sono una persona a cui piace conoscere e adattarsi a quelle che possono essere le abitudine e la cultura di un paese diverso dall’Italia. Da questo punto di vista devo dire che mi sono ambientato abbastanza velocemente.

Per quanto riguarda la metodologia d’allenamento quali sono le differenze maggiori che ha riscontrato con l’Italia?

Sicuramente differenze di mentalità e cultura calcistica incidono. Da noi vi è una profonda cura del lavoro nel preparare le partite. Ora non conosco ancora bene la realtà cinese come allenatore, ma ho imparato a conoscere i giocatori e a capire qual è il loro livello. Qui chiaramente stiamo parlando della Serie B cinese, devo dire però che da parte dei giocatori vi è disponibilità nell’apprendere (forse sono un pò timidi). Tutto sta entrare nelle loro teste.

Il rapporto con la stampa cinese?

Molto diverso, rispetto all’Italia non esiste quel tipo di pressione da parte dell’ambiente esterno. Mi riferisco a stampa e tifosi, pensa che la conferenza stampa pre gara dura cinque minuti, una o due domande.

A Wuhan avete seguito? E’ una città nella quale si respira calcio?

Devo dire che Wuhan ha moltissimi tifosi, lo stadio non è pienissimo ma ci sono comunque molti supporter e questo ci fa piacere. Inoltre Wuhan è anche una carina nella quale vivere.

Nel corso delle prime partite ha ritrovato Seedorf come avversario qua  in Cina. Che effetto le ha fatto fronteggiarvi, questa volta da allenatori, in un contesto così lontano da quello italiano?

Fra un paio di settimane incontrerò anche l’amico Fabio Cannavaro, è strano ritrovarsi qua in Cina, ma per tutti noi è un’esperienza nuova. Ognuno di noi deve convivere con i problemi delle proprie squadre e cerca di fare il meglio per far arrivare dei risultati. Rispetto a Fabio che probabilmente ha una squadra lanciata per la promozione in CSL, sia io che Clarence, abbiamo squadre che si devono salvare, in particolar modo il Wuhan lotterà fino all’ultima giornata per mantenere la serie.

Quest’anno come ha detto l’obiettivo è quello della salvezza, per ottenere dei risultati migliori cosa manca a questa squadra? L’apporto di stranieri di livello o una solida base di giocatori cinesi?

Come sempre c’è bisogno di entrambe le cose. Io sono subentrato a stagione in corsa, senza nemmeno tanta possibilità di incidere sul mercato. L’anno prossimo ho le idee ben chiare sulle potenzialità della squadra, e se gli obiettivi vogliono cambiare è chiaro che dobbiamo alzare il livello qualitativo della rosa. Detto questo, non abbiamo nemmeno molto tempo per pensare al futuro, dato che dobbiamo concentrarci sul presente e sulla salvezza, che non è per nulla scontata. Abbiamo tante partite difficili in questi due mesi e sarà molto dura.

L’obiettivo del calcio cinese, quasi utopistico, è quello di vincere la Coppa del Mondo nel 2050. Non spingiamoci verso previsioni così lontane, secondo lei la Cina dove può arrivare nei prossimi cinque anni?

Credo che la Cina abbia tutte le potenzialità per ottenere degli ottimi risultati, soprattutto a livello economico. Inoltre il fatto che si vogliano affidare a degli allenatori stranieri per portare la loro cultura e professionalità, metodologia e regole all’interno del mondo cinese, sia molto importante. Si deve costruire una rete che non riguarda solo giocatori e allenatori, questa deve essere estesa a tutto lo staff dirigenziale, che sia competente e specializzato in questo senso. La Cina come ho detto ha grandi potenzialità, tutto sta nel metterle in pratica e sviluppare e venire incontro alle contaminazioni europee.

E’ appena incominciata la Serie A, con Juve e Roma che hanno subito vinto alla prima giornata. Vede i bianconeri nettamente favoriti per la conquista del titolo?

Tutte le squadre si sono rafforzate, ma lo ha fatto particolarmente bene la Juventus. L’anno scorso hanno fatto una partenza assolutamente ad handicap, ma la capacità di recuperare nei confronti di tutti gli avversari e vincere il campionato con un buon margine, ci fa capire che attualmente non vi sono squadre che possono infastidire la corsa della Juve. I bianconeri hanna perso Pogba, ma al contempo hanno acquistato Pjanic e Higuain dalle dirette concorrenti, per cui penso che il gap sia ulteriormente aumentato.

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