Laowai-Il sogno di Burak Yilmaz: un Sultano a Pechino

Se digiti su YouTube:”Burak Yilmaz“, il secondo video consigliato, dopo il classico “Goals& Skills” peraltro di pessima qualità e risalente alla stagione 2012/2013, è, omaggiato con 581 mila visualizzazioni, la ripresa interna ad un Autobus che mostra la pesante litigata tra il ragazzo originario di Antalya e l’autista del mezzo: i motivi della lite sono poco chiari. Fatto sta che Burak viene allontanato a “bastonate”, letteralmente. Guardare per credere; tra l’altro, la sua ira non si placa, nemmeno dopo l’intervento di 4 persone e la minaccia dell’imminente arrivo delle forze dell’ordine. Questo Video è la perfetta metafora della sua carriera: un perenne abbaiare/inseguire alle/il auto/pallone che passano nel quartiere/nel campo senza sapere che fare nel caso in cui una si fermasse/lo conquistasse; uno sconsiderato modus operandi quello dell'”agire” senza pensare, che ha fatto arrivare, però, il ragazzo nella “Città Proibita”.

Burak, nella stagione 2012, mette a segno 6 gol nella fase a gironi della Champions League,tra cui una tripletta al Cluj e la rete decisiva per il passaggio del turno contro il Manchester United, superando Messi e Ronaldo per gol in rapporto ai minuti giocati.
Nell’andata degli ottavi di finale contro lo Schalke 04, segna una splendida rete di genio calcistico puro, superando Howedes con un colpo di tacco e scaricando poi una fucilata di destro alle spalle di Hildebrand; si ripete nella partita di ritorno alla Veltins-Arena di Gelsenkirchen, questa volta per puro agonismo, riuscendo a rubare in velocità il tempo, ancora una volta, ad Howedes e a scavalcare con un tocco di punta l’estremo difensore dei Knappen.
Spiegare il passaggio dall’essere una delle prime punte più promettenti d’Europa al giocare nel Beijing Guan,club prestigioso nella terra della via della seta, ma comunque nemmeno all’altezza delle rivali per la lotta al titolo, è complesso, ma anche ingiusto perché uno come Burak non va “spiegato” né”capito”: deve essere semplicemente amato e ammirato come una di quelle opere d’arte del 900 che, raccontate, perdono gran parte del loro valore.

Yilmaz venne definito da Guus Hiddink come il “prototipo del giocatore moderno”, ma il suo arcaico, inusuale ma alquanto romantico modo di correre semplicemente dietro alla palla, lasciando fuori dal campo ogni tipo di questione extra calcistica, ne ha forse penalizzato pesantemente una carriera che poteva essere ben diversa. Dopo tanto girovagare in Turchia, in quel di Pechino sta trovando la sua dimensione:14 gol nella prima stagione (nonostante l’Europeo ed una lunga serie di problemi fisici) capocannoniere ed autentico trascinatore in questa.

Quella delle Imperial Guards è una delle squadre più amate dal popolo cinese,finanziata dal ministro dello Sport; di proprietà per il 64% del Sinobo Group e del 36 % dal CITIC Group,la banca di Shenzen di proprietà statale.
Dopo qualche annata negativa, la squadra sembra essersi stretta attorno ai giocatori con più talento della squadra: Renato Augusto, Ralf, ovviamente Burak Yilmaz con l’incognita Roberto Soriano acquistata dal Salzburg Red Bull che sta iniziando solo ora a far valere tutti i milioni spesi per lui.

Nella SuperLiga dei tanto acclamati Tevez,Pato,Witsel,Oscar, è proprio il turco a prendersi il palcoscenico con la classica grinta e fame che ne hanno caratterizzato tutto il suo percorso calcistico. Non resta che vedere se Burak riuscirà una volta per tutte a prendersi la rivincita verso un calcio, non sempre clemente nei suoi confronti; che lo faccia in Europa, Medio Oriente o Asia poco conta perché non si tratta semplicemente di sport: piuttosto si tratta di una vita vissuta al contrario degli altri, seguendo i proprio ritmi, fregandosene del vantaggio da difendere o del cartellino giallo sulle”spalle”, vissuta sempre al massimo senza uno schema prestabilito,perché come dice un antico proverbio cinese:
“L’uomo che sposta le montagne comincia portando via i sassi più piccoli” e partire dalla qualificazione per la prossima Champions League asiatica non sarebbe affatto male.

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