Poco seguito nella Champions Asiatica e stadi quasi sempre vuoti

Nella quinta giornata della AFC Champions League, si è palesato in maniera molto brusca un problema che affligge la massima competizione asiatica, ovvero quello dell’affluenza agli stadi. Nel match fra Al Jazira e Al Ahli infatti sugli spalti erano presenti solo 36 persone, dato che la squadra degli Emirati Arabi era già eliminata (lo stadio non era squalificato!). Si tratta del record negativo per la Champions Asiatica, il che deve porre molti interrogativi sulla validità della formula di questa competizione.

Secondo quanto riportato dalla stessa AFC, l’affluenza media agli stadi in queste prime cinque giornate è stata di 12.274 spettatori, numeri grossomodo paragonabili a quelli di un campionato belga o russo, quindi molto distanti dai vertici mondiali.

All’interno della stessa AFC vi sono tante realtà che compongono la media, come quelle cinesi e iraniane, con una media superiore ai 30.000 spettatori a partita, e quelle coreane e australiane, che vedono I propri stadi per la maggior parte deserti.

WEST ZONE

Classifica affluenza media

Iran: 33.784

Arabia Saudita: 11.798

UAE: 6.460

Qatar: 4.119

Uzbekistan: 3.105

Nelle medie sopra esposte non sono stati conteggiati i match fra le squadre saudite e iraniane, giocati in campo neutro (Oman oppure Qatar) per motivi politici. Le iraniane Esteghlal e Persepolis trainano il pubblico della West Zone, con i primi che detengono il record di affluenza agli stadi in questa competizione con oltre 74.000 spettatori nella partita giocata contro l’Al Ahli all’Azadi Stadium, struttura condivisa dal Persepolis che ha portato 57.000 spettatori nel match disputato contro l’Al Rayan (Qatar).

Presentano dei buoni dati anche le squadre saudite, con vette di oltre 20.000 spettatori raggiunte dall’Al Ahli e dall’Al Taawoun, ma per quanto concerne gli altri stati, ci ritroviamo di fronte al vero e proprio deserto, con la quasi totale assenza di pubblico nelle partite dei club uzbeki e qatarioti, fino ad arrivare alla desolazione del Bin Zayed Stadium con solo 36 spettatori ad assistere al match fra Al Jazira e Lekhwiya.

EAST ZONE

Classifica Affluenza Media

Cina: 35.308

Giappone: 12.303

Thailandia (Muanghtong Utd): 11.834

Hong Kong (Eastern): 5.861

Sud Corea: 5.305

Australia: 4.943

Le squadre cinesi, oltre a trainare le classifiche dei rispettivi gruppi, comandano anche quella per l’affluenza agli stadi. La Champions League è molto sentita quest’anno fra il Guangzhou Evergrande, intenzionato a tornare sul tetto d’Asia e le due nuove potenze, lo Shanghai Sipg e lo Jiangsu Suning. A Nanchino, nel match disputato contro l’Adelaide United è stato segnato il record di affluenza nella East Zone, con 41.033 spettatori. Le squadre cinesi hanno fatto segnare fino ad ora l’impressionante media di 35.308 persone a partita, ma si tratta di un caso più unico che raro.

Fra le giapponesi solo l’Urawa Red Diamonds vede un buon seguito in Champions, nelle tre partite giocate in casa l’affluenza media è stata di quasi 20.000 persone, di poco superiore alla media della J League (17.308).

I casi più eclatanti riguardano quelli di Sud Corea e Australia, con un pubblico quasi inesistente, due nazioni che dovrebbero essere fonte di ispirazione per il calcio in Asia. Fra le coreane il Seoul ha portato allo stadio alla prima partita 18.764 persone, per poi calare drasticamente a 4.700 alla seconda partita. Vette minime segnate dal Jeju, con soli 2289 persone ad assistere al match decisivo contro l’Adelaide.

Per quanto riguarda l’Australia vi è una grande discordanza fra i dati dell’affluenza media dell’A-League (12.294 persone nella stagione corrente) con il pubblico presente ai match di Champions (4.943).

I dati di Thailandia e Hong Kong sono dati da una sola squadra per nazione, ovvero il Muanghtong Utd e l’Eastern. Entrambe detengono una percentuale di riempimento dello stadio superiore al 90%, segno di come la Champions Asiatica, che non presenta assolutamente margini di crecita con questa formula, dovrebbe pensare a espandersi in altre nazioni affamate di calcio quali Indonesia, Malesia o India, che attualmente disputano una competizione senza valore come l’AFC Cup

Precedente Coppe d'Oriente: l'odissea di Israele, da campioni d'Asia all'esilio in Oceania Successivo Anche il Pescara guarda alla Cina, pronto un ambizioso progetto nel Fujian