La Cina progetta 50 mila scuole calcio: la quantità è la soluzione al problema?

Recentemente i media italiani sono tornati ad analizzare i grandi numeri della riforma statale sul calcio in Cina. Cifre colossali, che prevedono la costruzione di 70.000 campi da calcio entro il 2025 e l’istituzione di 50.000 scuole calcio entro il 2025, che, secondo le stime governative, porteranno a una crescita esponenziale della popolazione calcistica cinese, che si attesterà sui 50 milioni.

Innanzitutto, che cosa si intende per 50.000 Scuole calcio? Riguarda l’introduzione del calcio come materia di insegnamento nelle ore di Educazione Fisica a partire dalla primarie, e nelle attività del post Scuola. Analizzando il sistema scolastico italiano e quello cinese, emergono molte differenze e preplessità sulla possibilità di sviluppo della materia.

1-Gli Orari: Innanzitutto consideriamo gli orari della scuola cinese, molto più stressanti e faticosi degli istituti italiani. Sin dalle primarie le attività iniziano nel pre scuola alle ore 07:30, spesso con semplici esercizi fisici, risveglio muscolare, o una orsa nel cortile. Le lezioni sui banchi partono alle ore 08:30 e durano fino alle 12:30, a cui seguono due ore di pausa pranzo, più altre due ore di lezione. Il tutto non finisce assolutamente alle 16:30, dato che successivamente vi è l’attività del post scuola, dove i bambini utilizzano il proprio tempo per svolgere i compiti, oppure per praticare sport di squadra.

2-Le Lezioni e gli Insegnanti: Nelle Scuole primarie vi sono in tutto tre Lezioni di Educazione Fisica, ovvero 50 minuti, ma la grande problematica riguarda le dimensioni delle classi nelle Scuole pubbliche, che possono arrivare a 50-60 alunni. L’insegnante di Educazione Fisica in tale contesto può dare delle indicazioni generali, ma sicuramente non può seguire individualmente i singoli studenti. Inoltre gli stessi insegnanti spesso non possiedono le conoscenze necessarie per poter insegnare calcio, dato che questo sport non è mai appartenuto alla cultura popolare cinese. Proprio per questo, uno dei punti cardine della riforma statale è quello del Train the Trainer.

3-L’approccio allo Sport: Il governo nel 2015, parallelamente alla riforma sul calcio, ha promulgato anche un rinnovamento dell’Educazione Fisica. La filosofia sportiva, per certi aspetti infatti è ancora ancorata ai dettami di Mao nel 1917, di “A Study of Physical Education”, con l’esaltazione della forza e di una rigida disciplina. Proprio per questo la Cina (maschile) ha sempre dominato nelle discipline individuali, a discapito degli sport di squadra (prerogativa femminile), come testimonia lo stesso medagliere olimpico. L’apprendimento è metodico, e non lascia libero spazio alla fantasia o allo sviluppo di una personalità decisionale, elementi fondamentali in uno sport estremamente situazionale come il calcio, che non è certamente l’esecuzione perfetta di un gesto come può essere un tuffo. Proprio per questo la Riforma dell’Educazione Fisica si pone l’obiettivo di assimilare la metodologia occidentale e riadattarla alle caratteristiche della società e della cultura cinese.

4-I Genitori: Altro grande problema per lo sviluppo del calcio, è la consierazione che ne hanno i genitori. E’ fondamentale comprendere che il bambino cinese, sin dall scuole primarie, è sottoposto a grandi pressioni dalla propria famiglia, per questo è conveniente che il tempo dedicato allo sport venga sostituito con dello studio supplementare, in modo da poter battere la concorrenza, ovvero i “compagni di classe” e poter ambire ad un istituto superiore di maggior prestigio.

5-Il Divertimento: In sostanza, il sistema scolastico cinese non ha ancora preso in considerazione l’idea del calcio come un’esperienza ludica, come una forma di comunicazione fra i compagni e un’opportunità di conoscere meglio il proprio corpo e di poter trovare un momento gioioso fra le tante pressioni provenienti dalla scuola e dalla famiglia. Il calcio è vissuto come un dovere, non come un piacere, e la cosa più importante è quella di poter conseguire vittorie e trofei per la Scuola.

Questa è solamente l’introduzione alle grandi problematiche per quanto concerne lo sviluppo del calcio in Cina. Vi è la possibilità di approfondire e parlare per ore delle cinque tematiche prese in considerazione, e aggiungere altre componenti cruciali, quali le infrastrutture e l’alimentazione dei giovani cinesi, con il conseguente aumento dell’obesità e di malattie cardiovascolari. Servirebbe un trattato di svariate pagine per avere un quadro completo della situazione calcistica e degli ostacoli allo sviluppo e non è questa la sede.

Chiudiamo questa piccola disamina consigliando un articolo, l’esperienza diretta di un ragazzo cinese e il suo rapporto con il calcio. Un racconto visualizzabile sul Forum Quora.com, alla discussione “Why China is not good at football (soccer)?”

Come racconta l’utente, Mochan Choon, l’elemento di maggior intralcio è quello della pressione. Due i passaggi fondamentali di questa lettura, il primo riguarda le Scuole Calcio Specialistiche (o Chiave), nelle quali, si suppone che militano i migliori giovani prospetti nazionali, ma non è così. Scrive Mochan Choon, che la maggior parte di questi ragazzi è stata iscritta dai genitori a tali istituti perché non sufficientmente bravi sui banchi a Scuola. (Nevertheless the truth is that the  parents sent their only son to the soccer school is not because of their son’s talent but because the boy is too bad in the performance of learning or studying in primary school.)

Altra considerazione estremamente importante di Choon riguarda i calciatori che riescono ad emergere e a posizionarsi nel professionismo. Non li definisce i migliori, ma semplicemente quelli che riescono a sopportare le pressioni. (The best one are killed by the traditional education concept and by the love from their parents.)

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