La scelta di Fabio Capello: rimettersi in gioco dopo dieci anni lontano dai club

Un altro italiano in Cina, nella giornata di ieri è stato ufficializzato l’ingaggio di Fabio Capello come nuovo allenatore dello Jiangsu Suning. L’ex Real Madrid ha firmato un contratto di un anno e mezzo a nove milioni di euro a stagione, con l’obiettivo di risollevare una squadra demoralizzata dalla posizione nei bassifondi della Chinese Super League e fresca di eliminazione in AFC Champions League.

Dagli studi di Fox a Nanchino, Don Fabio torna a vestire i panni dell’allenatore dopo due anni di inattività e la poco felice esperienza con la nazionale russa. Ad accompagnarlo uno staff tutto italiano con Brocchi, reduce da un’esperienza disastrosa al Brescia, e Gianluca Zambrotta, che dopo le due annate al Chiasso, ha trascorso il 2016 in Indian Super League sulla panchina del Dheli Dynamos.

L’ultimo club allenato da Fabio è stato il Real Madrid nella stagione 2006/2007, dove arrivò la vittoria in campionato nell’ultima giornata, per poi passare alle nazionali e a disputare due mondiali con più ombre che luci. L’Inghilterra fu una delle squadre che delusero le aspettative a Sudafrica 2010, con una sola vittoria ai gironi e l’eliminazione agli ottavi di finale per mano di una travolgente Germania (4-1 il risultato), mentre con la Russia, nell’edizione carioca, l’avventura terminò ai gironi senza alcun successo.

L’arrivo di Capello è stato accolto con entusiasmo dalle parti di Nanchino, vista la sua grandissima importanza storica e gli innumerevoli successi conquistati con Milan, Juventus, Roma e Real Madrid, ma l’ultimo titolo, risale per l’appunto quello del 2007 con i Blancos, a cui sono seguite annate opache, che destano qualche dubbio. Don Fabio potrebbe però ripercorrere le gesta di Lippi, pure l’allenatore di Viareggio quando approdò al Guangzhou Evergrande era reduce dal disastroso mondiale sudafricano e non allenava una nazionale da ben otto anni, ma gli bastò pochissimo per imporre il suo know how e dominare il contesto cinese ed asiatico con la conquista della AFC Champions League nel 2013.

Fabio Capello a differenza di Lippi troverà di se una squadra frustrata, che lo scorso anno ha concluso il campionato al secondo posto, mentre in questa stagione ha conquistato una sola vittoria in 12 partite ed è stata eliminata dallo Shanghai Sipg nella Champions Asiatica. Nonostante l’indubbia qualità dei sudamericani Ramires, Teixeira, Roger Martinez e calciatori cinesi nel giro della nazionale quali Wu Xi a centrocampo e Ang Li in difesa, i predecessori di Capello, prima Dan Petrescu e poi Choi Yong, hanno impostato la loro tattica solo ed esclusivamente sul concetto di contropiede, senza la minima intenzione di imporre il proprio gioco e costruire una manovra efficiente.

Quest’aspetto è stato particolarmente accentuato in maniera irritante dal tecnico coreano in questa seconda stagione, per cui Capello, oltre a lavorare sulla testa dei calciatori dovrà gettare le basi per un progetto tattico che possa definirsi tale.

Con Fabio Capello a Nanchino e Spalletti all’Inter, l’universo Suning tenta di rilanciarsi dopo un 2017 disastroso dal punto di vista sportivo. Ingaggio rivoluzionario anche nella capitale cinese, con il Beijing Guoan che ha ufficializzato l’ex Bayer Leverkusen Peter Schmidt, che potrà apportare la sua innovativa idea di gioco del gengen pressing fra le Imperial guards, rimaste orfane di un’identità concreta dopo l’addio di Gregorio Manzano nel 2015.

Precedente League One, 13° turno: una vittoria per Tiotè, il Dalian Yifang allunga in vetta, lo Xinjiang può sognare Successivo Intervista a Michele Luzi (allenatore giovanili): il Grande Balzo dalla minuscola Fossombrone alla megalopoli Chongqing