Liga de Elite: il calcio nell’ex colonia di Macao, fra sfumature cinesi e portoghesi

Passiamo una vita a fuggire dalla provincia, quando nel resto del mondo esistono luoghi che dell’essere provincia hanno fatto la loro ragione di essere, e tutto sommato sembrano condurre un’esperienza parimenti gratificante, soddisfacente.

La regione amministrativa speciale di Macao, si costituisce di un territorio autonomo diviso in otto sezioni tra Zones e Freguesias situate rispettivamente su una sezione peninsulare che confina  con il delta del  fiume delle Pearle e la città cinese di Zhuhai, e due isole (Taipa e Coloane)  affacciate sul Mar Cinese Meridionale. Come ogni buon territorio regionale ad amministrazione speciale che si rispetti, ha un più che discreto tenore di vita, un passato coloniale (portoghese) relativamente pacifico per gli standard delle coordinate geografiche a cui fa riferimento, e un ottimo mix tra tradizioni di cultura europea e cinese.

Alla storia coloniale europea e ai lasciti del periodo coloniale portoghese è dovuta la creazione, nel 1973, della Liga de Elite, il Campionato di Prima divisione macaense, da sempre appendice, cugina di terzo grado, della Primeira Liga (Liga Zon Sagres) portoghese.

Il campionato formato da 10 squadre, tra cui una selezione universitaria chiamata Under 23, e una delle forze di Polícia de Segurança Pública del paese, dura sei mesi (da Gennaio a Giugno), prevede due serie minori, e la possibilità per la prima classificata di entrare ai Play-Off di qualificazione per la AFC Cup (la seconda competizione continentale d’Asia).

Insegne al neon & Igrejas

La Liga de Elite mantiene quel fascino tutto barocco e per certi versi ricco di sfumature che fanno capo alle manifestazioni sportive di paese, senza voler tirare in mezzo a tutti i costi il  padre di tutti i palii, o realtà più o meno conosciute all’interno della nostra penisola; il Campionato macaense,  conserva ancora attributi propri alle categorie inferiori del gioco, ma anche gli aspetti globali del calcio moderno, è in breve, il trionfo dell’anima più convenzionale della provincia e di quella più ambiziosa della metropoli. Un mix estremo che (ovviamente si riflette inevitabilmente sull’anima della città) trova un punto di equilibrio per nulla scontato e magnifico.

Anche le gerarchie in Campionato sembrano rispettare quelle della massima divisione portoghese; da tre anni consecutivi il Benfica de Macau (sì,  esistono un Benfica e uno Sporting clube de Macau) si aggiudica la competizione, e anche quest’anno sembrerebbe rispettare il trend degli anni precedenti,  le  Águias si trovano al vertice della classifica a trentotto punti, +1 dal Monte Carlo in seconda posizione, e +2 dal C.P.K. (Chao Pak Kei) in terza,  a due giornate dalla fine.

Proprio il Monte Carlo, allenato dal brasiliano Claudio Roberto, ha espresso un ottimo calcio fin’ora vincendo i primi cinque match e arrivando a contendere, e a raggiungere nel mese di Marzo, il primo posto al Benfica, perdendo poi lo scontro diretto del 9 Maggio con l’altra rivelazione della stagione, i rivali del C.P.K. grazie alla rete segnata al 30’ del primo tempo da Victor Almeida.

Solo settimi i  Leões, che provengono da una stagione avara di risultati a causa della “crisi finanziaria” di inizio anno che ha visto protagonista il club mettersi alla ricerca di un nuovo sponsor vista la fine e il mancato rinnovamento del precedente contratto di sponsorizzazione con la MMG bank, rischiando anche di non riuscire a rispettare i termini entro la data di inizio del Campionato.

Quando l’8 Aprile i due team principali della Liga si sono scontrati nel Clasico Macaense, il Benfica si è imposto con un perentorio 9-0 sullo Sporting evidenziando tutti i limiti tecnici di una squadra che oltre ad aver avuto un budget veramente esiguo per la propria campagna acquisti, ha visto dare l’ addio a due elementi fondamentali della squadra- Hugo Cardoso e Pio Junior, rispettivamente portiere e attaccante dello Sporting ceduti alla Sacavenense e Cinfães, due club di terza divisione portoghese.

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