Chinese FA Cup: una strana storia per il primo derby di Pechino fra Renhe e Guoan

Mercoledì si disputerà il primo derby di Pechino fra Beijing Guoan e Beijing Renhe al Fengtai Stadium per i sedicesimi di finale della Chinese FA Cup. Questa è una di quelle situazioni che spiega perfettamente l’instabilità del movimento cinese e di come spesso si è alla ricerca di una identità, dato che le due società in passato si sono affrontate, ma mentre il Guoan ha sempre rappresentato Pechino, il Renhe d’altro canto è un club nomade che ha cambiato quattro città nel corso della sua storia.

Come vi abbiamo raccontato in questo articolo scritto per l’Ultimo Uomo, il Beijing Renhe nel 1995 nasceva a Shanghai con il nome di Internationa. Nel 2005 a seguito dello scandalo combine e per l’impossibilità di mantenere certi investimenti che avevano portato il club a competere per il titolo, i proprietari (Cosco Real Estate) decisero di spostare il club a nord, nello Shaanxi, rinominandolo Xi’an International, per poi vendere la totalità delle azioni alla Baorong investment.

I cambiamenti (per l’allora) Inter Xi’an sono all’ordine del giorno, e nel 2010 la Renhe Commercial Holding Company (Real Estate per centri commerciali, nonché gli attuali proprietari dell’Hull City), inizia a investire nel club diventandone il proprietario di maggioranza. L’anno successivo, a causa dei rapporti privilegiati della Renhe con la provincia di Guizhou e la promessa del governo locale di poter usufruire dell’impianto olimpico, la proprietà decide di trasferire il club per la seconda volta nella sua storia, lasciando Xi’an e un pubblico che si stava appassionando, senza squadra per la quale tifare.

Il nuovo Guizhou Renhe ottiene risultati ottimi, vincendo la CFA Cup nel 2013 e la Supercoppa l’anno successivo a discapito del Guangzhou Evergrande. È solo l’inizio di un’altra fine: nel 2015 il Guizhou inaspettatamente conclude il campionato al penultimo posto e retrocede in China League One. Per i tifosi oltre al danno la beffa: la Renhe in seguito ai nuovi progetti di centri commerciali a Pechino decide di portare anche il suo giocattolo nella capitale.

L’attuale Beijing Renhe nel corso della sua storia ha dunque affrontato il derby di Shanghai con lo Shenhua, che ha avuto il suo apice nel 2003, quando i Blue Devils vinsero il campionato (poi revocato per lo scandalo combine). Lo scorso anno in China League One il Beijing Renhe ha disputato una sorta di “ex derby” contro il Guizhou Zhicheng a Guiyang, ovvero la città che avevano da poco lasciato, con pesanti contestazioni da parte degli ex tifosi passati a tifare lo Zhicheng.

Storie confuse che ora non accadranno più, dato che dall’anno scorso le squadre secondo il provvedimento governativo non possono più cambiare città. Il Beijing Renhe nella capitale si deve ricostruire una fan base, dato che è passato dai 15.000 tifosi in media a partita a Guiyang a poco più di 2.000 al Fengtai di Pechino. L’apice fu raggiunto nel 2010 a Xi’an, con una clamorosa media di 28.000 spettatori a partita. Come sottolineato in questo report, nella partita che ho assistito dal vivo a Fengtai Stadium, le persone presenti allo stadio non erano coinvolte in un vero e proprio tifo, ma semplicemente erano più curiosi che abitavano nel distretto o nelle immediate vicinanze.

Sarà curioso vedere che atmosfera si vivrà nel primo derby di Pechino, con il Beijing Guoan che rappresenta la vera anima della città, nonché una delle migliori tifoserie di Cina e dell’intero continente, che attende con ansia un titolo che manca dal 2009. Per le Imperial Guards, il Fengtai Stadium, situato nella parte occidentale della città, rappresenta il passato, in quanto fu la loro casa nelle stagioni 2006 e 2007, in quanto il Worker Stadium (nel più moderno quartiere di Chaoyang) era in fase di ristrutturazione per le Olimpiadi.

Al di la del risultato di questa Chinese FA Cup, sarà importante capire che questo confronto sarà qualcosa di passeggero, oppure l’inizio di una nuova rivalità per il Beijing Guoan, oltre a quelle di lunga data con il Tianjin Teda (nel famigerato JingJing Derby) e il derby di Cina con lo Shenhua.

A Pechino vi sono altri due club nel professionismo: il Beijing Enterprises in League One, che ha recentemente ingaggiato Gao Hongbo in panchina (il predecessore di Lippi in nazionale) ed il Beijing Institute Technology FC in League Two, un club che nasce dall’università e che ha ceduto lo scorso mese il 29% delle proprie quote ad una società spagnola (leggi qui).

Precedente Yuning Zhang festeggia il titolo con il Vitesse, ma la sua stagione è da dimenticare Successivo CFA Cup, 3° turno: avanti tutte le big, sorprese Nei Mongol e Suzhou Dongwu