La CSL vista da Chongqing: la mia prima volta allo Stadio

E’ un venerdì come tutti gli altri qui a Chongqing, ho una classe nel pomeriggio, finisco di lavorare alle 18 e poi un chilometro a piedi verso la fermata della metro.

Ma stasera devo fare in fretta, stasera c’è la mia prima da tifoso al Chonqing Olympique Sports Centre, per la 5° giornata del campionato della Chinese Super League tra il Chonqing Lifan e il Guizhou Zhicheng.

Non è una partita di cartello ma è la mia prima in uno stadio cinese e me la voglio godere tutta, ma devo fare veramente in fretta perché la partita inizia alle 19:35 e io sono dall’altra parte della città, a Chongqing, con un numero di abitanti non ben definito, compreso tra i 35 e i 40 milioni, la cui municipalità ha la stessa estensione dell’Austria..

La metro è affollatissima, è un’ora di punta e c’è la partita, il che non aiuta, però sono sulla linea 2 che è una sopra elevata, è la famosa linea con la fermata all’interno di un palazzo, e come tutte le sopra elevate offre dei panorami davvero belli, in particolare all’ora del tramonto.

Arrivo a Yuan Jia Gang con la speranza di aver indovinato la fermata giusta, seguo la gente con la sciarpa rosso blu.. scendo e mi dirigo di corsa verso lo stadio in prossimità del quale incontro una serie interminabile di bancarelle con cibo di strada, magliette e sciarpe del Chonqing Lifan  e altre che vendono i biglietti per la partita.

Stuzzicato dai profumi mi ricordo che non ho cenato e mi limito ad uno spicchio di ananas per non perdere tempo. Poi individuo un bigliettaro e inizia il gioco dei mimi per l’acquisto, lui ci prova, mi chiede 100, ma io sono preparato e stavolta non ci sto a contrattare (anche se è tradizione cinese più o meno ovunque) perché sul ticket c’è scritto il prezzo e in men che non si dica mi ritrovo ai tornelli  con un biglietto da 70 yuan (circa 10 euro).

Dopo la ricerca del settore giusto entro dentro lo stadio, il colpo d’occhio è al di sopra delle aspettative, è davvero bello anche se c’è la pista per l’atletica. Cerco il mio posto e mi siedo, la posizione è ottima, secondo anello all’altezza del centrocampo.

Riprendo fiato e inizio a guardarmi intorno. Le curve sono semi vuote ma i cori del tifo organizzato sono ad alto volume, solo più tardi mi rendo conto che ci sono diversi gruppi molto numerosi di ultrà, sparsi per i distinti del primo anello che dalla mia posizione posso scorgere appena, che continuano ad intonare  cori senza sosta accompagnati dai classici tamburi cinesi.

L’atmosfera è bellissima! Qualche fila dietro di me bambini e bambine ridono e ogni tanto scandiscono all’unisono il grido Chongqing.. Chongqing.. e non stanno nella pelle dalla gioia!

Durante il primo tempo mi dedico più all’osservazione del pubblico e degli spalti che alla partita. I tifosi si divertono, esultano quando uno dei nostri non sbaglia un passaggio e si esaltano quando Fernandinho tenta una giocata delle sue, anche se fine a se stessa e totalmente inutile ai fini del risultato, poi tirano un sospiro di sollievo e ridono, sempre divertiti, quando il nostro difensore fa un liscio e l’attaccante avversario spreca incredibilmente da due passi. E’ una festa! I tifosi ospiti si fanno rispettare cantando molto rumorosamente quasi noncuranti del gol siglato in apertura dal Chongqing

Il primo tempo scorre piacevolmente, i padroni di casa giocano bene (agevolati dalla fase difensiva a maglie larghe del Guizhou), fanno un buon possesso e quando la palla arriva sulla destra a Fernandinho spesso succede qualcosa, il pubblico si infiamma, il raddoppio di marcatura non è contemplato e quando la sfera passa tra i piedi del brasiliano arrivano diverse azioni pericolose, il Chongqing meriterebbe il raddoppio ma la mira non è buona e allora si va al riposo sull’uno a zero.

La ripresa presenta una partita diversa, il Chongqing decide di non giocarla mai, solo lanci lunghi alla ricerca dell’attaccante centrale Kardec, è la prima volta che lo vedo giocare, è uno dei tre stranieri e quindi dovrebbe dare alla squadra quel qualcosa in più ma non è così, non ne azzecca una. Gli ospiti si fan coraggio, alzano il baricentro, mettono palla a terra e iniziano a creare qualche occasione, in particolare l’esterno sinistro, il classe ’93 Chang, fa quello che vuole sulla sua fascia.

Il Chongching è in grande difficoltà, il centrale croato Milovic è spesso l’ultimo baluardo e quando lui non può arginare sono la bravura del portiere e l’imprecisione sotto porta degli ospiti a mantenere il risultato sull’uno a zero.  A pochi minuti dalla fine il Guizhou non ne ha più e i padroni di casa raddoppiano sugli sviluppi di un calcio d’angolo. Mancano due minuti, la gente inizia ad alzarsi dai seggiolini per andarsene, si è divertita abbastanza per stasera, ma neanche il tempo di imboccare l’uscita che il Guizhou accorcia. Ultimi minuti di leggera apprensione per il pubblico locale poi il triplice fischio finale. Terzo tempo e saluto ai tifosi in stile islandese.

Esco dalla stadio e la bellissima piazza olimpica è colorata da alcuni fumogeni rossi e da un gruppetto di tifosi in festa.

Mangio una crepes con un po’ di cose dentro tra cui, ovviamente, dell’abbondante peperoncino, caratteristica principale dell’eccellente cucina locale, camminando tra i tifosi “avversari”  e, contagiato dall’atmosfera dello stadio, me ne torno a casa in metro, stanco ma con la felicità e la serenità di un bambino che ha passato una serata al luna park.

2 thoughts on “La CSL vista da Chongqing: la mia prima volta allo Stadio

  1. dal come l’hai raccontato mi hai fatto sembrare di essere li a vedere la partita …. bella li!! ciao michi in bocca al lupo x tutto

  2. Michi il said:

    Grazie ninch! Era proprio il mio intento, quello di far assaporare al lettore l’atmosfera dello stadio e non solo, per tutti gli appassionati di Cina e di calcio..