10 domande a Fassone sul nuovo Milan per fare chiarezza

Quella del 14 aprile doveva essere una giornata che avrebbe fugato tutti i dubbi riguardanti il Milan, ma così non è stato. Dopo la nostra analisi di questa mattina (leggi qui) nella quale si delineano scenari poco felici, abbiamo assistito alla conferenza stampa di Fassone, che ha detto tutto e nulla. Ecco dunque 10 domande al neodirigente rossonero, nella speranza di trovare ben presto le risposte.

1-“Dal punto di vista della comunicazione la relazione sarà diversa da ora in poi”

Ci dica dunque chi è questo Yonghong Li, qual è il suo trascorso, quale la sua disponibilità economica e le guanxi di cui dispone sia in Cina che a Hong Kong, perché nessuno pare conoscerlo. Lo scorso novembre la Gazzetta dello Sport intervistò il proprietario di Baofeng (broadcaster online di nuova generazione), nonché azionista di maggioranza di MP&Silva, questi sosteneva di non aver mai sentito parlare di Yonghong li, così come altre personalità importanti nel mondo dello sport e della finanza. Ci racconti dunque del rapporto che ha anche Yonghong Li con gli enti sportivi ed istituzionali della Repubblica Popolare

2- “Sarà un budget importante sul mercato, l’obiettivo dei prossimi anni è quello di costruire un Milan molto competitivo e ambizioso.”

Di quanto si parla e da dove verranno i soldi per il mercato? I 350 milioni di euro da investire in tre anni sono gestionali e/o di sopravvivenza, inoltre il Milan, secondo quanto pattuito con Elliott non potrebbe nemmeno privarsi dei suoi beni principali per monetizzare. Già sui giornali si parla di Fabregas e Aubameyang. Realtà o il solito fantamercato giornalistico?

3-“La UEFA a cui va il nostro ringraziamento ha accettato di posporre i termini, che erano il 31 di marzo, per il voluntary agreement. La prossima settimana consegneremo a loro il piano triennale. Siamo molto confidenti, verrà discusso con la UEFA a maggio”.

In tre anni dunque volete ripianare il debito, senza contare gli introiti per l’ingresso nelle Coppe Europee secondo le norme Uefa sul FFF, inoltre le sponsorizzazioni, sempre da normativa, non possono superar il 60% del fatturato totale. Quindi dato che volete migliorare la strategia comunicativa, ci potete spiegare come intendete operare?

4-Certamente ci son stati momenti di difficoltà legati ad aspetti normativi della Cina.

Queste difficoltà hanno fatto si che soggetti quali banche o altre grosse società come TCL si sono ritirate? E’ auspicabile un loro ritorno, magari anche come sponsor o partenr commerciali in futuro? E’ plausibile la ricostruzione della Sino Europe Sports dopo questa firma?

5-“E’ stata una transazione da oltre un miliardo di euro. Sarebbe stata una follia immaginare che con un’operazione del genere non ci possa essere una parte a debito, per la mia esperienza personale. Il Milan è indebitato in modo molto basso in proporzione alle risorse del club. Il debito del Milan si è ridotto rispetto al 30 giugno 2016 e si andrà via via sempre più riducendosi nel corso della prossima stagione. Mi mette in condizione di usare le leve gestionali del club con relativa tranquillità”.

Il debito si è ridotto dal penultimo all’ultimo esercizio, passando da 90 a 75 milioni di euro. Negli ultimi tre anni il Milan ha perso 255 milioni di euro e nell’ultimo esercizio il fatturato è di 214 milioni di euro (16mo al mondo). Il debito con Elliott è di 340 milioni di euro (1.58 volte il fatturato) e deve essere estinto in 18 mesi. Non sono un economista, ho una laurea in Chimica Farmaceutica, ma mi spiega come potete restituire quella somma in così poco tempo partendo da una situazione economica assolutamente disastrosa?

6-Con il passare dei mesi mi son reso conto che lì (in Cina) c’è un potenziale che può essere esplorato e realizzato in pieno solo con una proprietà locale. La nostra idea è creare una società cinese deputata solo allo sviluppo del brand in Cina per aumentare i ricavi e il fatturato. In modo che parta un circolo vizioso che possa continuamente alimentarsi.

Quel’è la strategia in questo senso? Come evidenziato in questo articolo la Serie A e il Milan non hanno saputo adattarsi ai tempi e alle nuove strategie di comunicazione in Cina e dunque si parte da zero. Si creeranno partnership con club? Si aumenterà l’attività sui social network? Si aprirà un ufficio di rappresentanza come hanno fatto recentemente Wolfsburg e Bayern Monaco?

7-Se vogliamo portare il Milan a competere con i colossi del calcio mondiale il fatturato dovrà raddoppiare e forse di più. Con la nuova formula della Champions, l’esserci o non esserci cambia la vita. Stiamo parlando di una società che si qualifica agli ottavi di finale, non che arrivi in finale. Già una cosa del genere significa incassare, stando bassi nelle stime, i 50 milioni di euro di entrate all’anno.

L’esserci o meno non cambia la vita? Lei parla di 50 milioni di euro per arrivare agli ottavi, che oggi rappresentano il 23% del fatturato del club. Essere in Champions League è fondamentale per le sorti economiche del Milan, per cui come investirete sul mercato per rafforzare la squadra?

8-A medio periodo poi c’è lo stadio, tutti i club di primo livello che hanno cambiato lo stadio hanno raddoppiato da un anno all’altro il fatturato da stadio. Lo ha fatto anche la Juventus.

Fare uno stadio significa prima investire, e per ottenere i permessi e completare la costruzione ci vorranno almeno quattro anni. Questo significa che lo stadio non può essere utilizzato per ripianare il debito di Elliott. Inoltre, avete già un piano concreto per il nuovo stadio? Con quali fondi eventualmente?

9-Se è possibile che vengano inseriti nuovi soci cinesi: “Francamente non ho idea di cosa deciderà di fare in futuro il presidente, sono sicuro che prenderà le decisioni migliori possibili”.

L’accordo con Elliott permette la cessione di azioni del Milan prima della scadenza dei 18 mesi? Torniamo al punto precedente: le banche e le società che nel corso dei mesi si sono sfilate torneranno ad aleggiare attorno al Milan? O meglio… si tratta di un’operazione Thohir a tinte rossonere questa?

10-Se c’è un’ipotesi di quotazione in borsa: “Non escludo questo scenario, su quale Borsa ne parleremo con la proprietà ma uno scenario possibile potrebbe essere la quotazione in Borsa”. Se la quotazione in Borsa servirebbe per ripagare il debito con Elliott: “No, non vedo particolari problemi. Per quanto riguarda il debito del Milan la dimensione è talmente normale che non ho particolari preoccupazioni su come rifinanziare il debito domani mattina”.

In che borsa? Si parla tanto della borsa di Hong Kong nella quale il Milan non può quotarsi secondo la normativa vigente, a meno di un fatturato di 500 milioni di euro senza deficit a partire dal prossimo anno. Ma oltre alla solita domanda: come può il Milan ripianare un debito da 340 milioni di euro in 18 mesi… ne sorge un’altra: il Milan senza Champions League e con l’attuale accordo sui diritti televisivi in Serie A, come può raddoppiare il proprio fatturato?

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