Coppe d’Oriente: l’odissea di Israele, da campioni d’Asia all’esilio in Oceania

C’era un tempo in cui i club e la nazionale di Israele dominavano il calcio continentale… quando militava nella Asian Football Confederation. La loro egemonia è durata fino al 1974, anno in cui i membri dell’AFC hanno votato per l’esclusione dello stato ebraico a seguito di turbolenze geopolitiche, permettendo così alla Cina di fare il suo ingresso nella Federazione Asiatica.

Nel 1954 nasceva l’AFC, della quale facevano parte solo 12 nazioni, fra cui Israele, era assente la Repubblica Popolare Cinese, la quale sotto il governo di Mao aveva cominciato un periodo di chiusura al mondo sportivo dopo le Olimpiadi di Helsinki nel 1952 a causa del riconoscimento nel Comitato Olimpico di Taiwan. Proprio l’isola sullo stretto di Formosa era fra le 12 nazioni fondatrici della AFC, così come l’altra Cina, ovvero Hong Kong.

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1964: IL TROFEO DIMENTICATO

Nel 1956 si disputò ad Hong Kong la prima edizione della Coppa d’Asia, mentre per la prima Coppa Campioni d’Asia bisognerà attendere il 1967. Nelle prime due manifestazioni continentali per nazionali, Israele conquistò la medaglia d’argento alle spalle della Sud Corea. La manifestazione prevedeva un girone da quattro squadre con sole sei partite in tutto il torneo. Sia nel ’56 ad Hong Kong, che quattro anni più tardi a Seoul, Israele perse il confronto decisivo contro la Corea del Sud.

Nel 1964 la Coppa d’Asia si svolge ad Israele, con la solita formula a quattro squadre, con gli acerrimi rivali della Sud Corea, l’India e Hong Kong. Al Ramat Gan Stadium, di fronte a 35.000 persone la storia fu capovolta, con Israele che sconfisse finalmente la Sud Corea per 1-2 grazie alla guida tecnica di Yoseph Merimovic, di origine cipriota. Israele divenne così la seconda squadra ad essere incoronata Campione d’Asia.

“Ancora oggi siamo una nazione molto giovane– ricorda Spiegler, il più grande marcatore nella storia di Israele, in un articolo della Reuters. –Immaginati 50 anni fa cosa significava per noi giocare di fronte al nostro pubblico.”
Molto più amaro il ricordo dell’allora 26enne centrocampista Amatsia: “Erano i nostri primi passi nel mondo del calcio, il pubblico era entusiasta, ma ai tempi il calcio non era considerato troppo importante perché eravamo sempre preoccupati dalla guerra”.

La situazione politica era tutt’altro che idilliaca ed è proprio questa che avrebbe causato la cacciata di Israele dalla AFC per poi dimenticare il trionfo del 1964. Nel video celebrativo ufficiale della AFC, per ripercorrere la storia della Coppa d’Asia dal 1956 al 2011, vi è un buco di otto anni dal secondo trofeo della Corea al primo successo iraniano nel 1968.

LE PRIME COPPE CAMPIONI D’ASIA

Dal 1967 al 1971 si disputarono quattro manifestazioni della Coppa Campioni d’Asia, per poi riprenderla solo nel 1985 dato che non suscitava ancora nessun tipo di interesse all’interno della Federazione e nel pubblico. La prima edizione fu vinta dall’Hapoel Tel Aviv, che sconfisse in finale i malesi del Salangor. Dopo il ’68 senza manifestazione continentale per club, l’anno successivo fu la volta del Maccabi Tel Aviv, che sollevò il suo primo trofeo al cielo dopo l’1-0 in finale contro i coreani del Yangzee. Successo bissato nel 1971 con un 2-0 ai danni degli iraqeni dell’Al-Shorta.

1974: L’ESCLUSIONE DALLA AFC

I tempi però stavano mutando, e nel 1974 avvenne la prima svolta epocale all’interno dell’Asian Football Federation con l’esclusione dalla federazione di Israele e l’ingresso della Repubblica Popolare cinese. Il resoconto dell’assemblea è reperibile in rete, nell’archvio: The strait Times, 16 september 1974, page 28: “AFC Bars Israel from all it’s competition”.

Gli Asian Games del 1974 in Iran: gli ultimi di Israele

“La scorsa notte l’AFC ha deciso di estromettere Israele da tutte le sue competizioni e di ammettere la Cina. Promulgatori di questa iniziativa sono stati gli stati arabi, in particolare Kuwait e Iran”. Lo stato israeliano era infatti in guerra con il circostante mondo arabo da diciotto anni, culminata con la crisi del Canale di Suez . Nel 1973, Israele nella guerra di Kippur respinse le avanzate degli eserciti egiziani e siriani.

“Il presidente federale Abdul Rhama, dopo sette ore di dibattito, nonostante il potere decisionale che detiene, si è attenuto a quanto espresso dalla maggioranza del congresso. L’ingresso della Cina nella AFC avviene per mozione dell’Iran, i tre quarti dei votanti hanno dato parere positivo.”

“Il congresso ha poi approvato un’altra mozione iraniana, la quale riconosce la Chinese Football Association come unica detentrice del controllo sportivo sul suolo cinese, escludendo di fatto anche Taiwan dalla AFC. A margine del congresso, la delegazione cinese rappresentata da Ho Chengting ha permesso l’ingresso di tutti gli sport nella confederazione asiatica. Chengting ha ringraziato tutti i membri del congresso, promettendo che la Cina darà il suo contributo per lo sviluppo del calcio in Asia.”

Per quanto riguarda Israele, la sentenza del congresso recita: “Il paese non sarà invitato ai tornei AFC organizzati dagli stati membri e non gli sarà dato alcun permesso di organizzare tornei AFC. Il presidente si attiene alle seguenti votazioni: 17 membri favorevoli, 13 contrari e 6 astenuti. Il delegato iraniano ha poi precisato che la decisione non andrà ad intaccare il regolare svolgimento della finale degli Asian Game l’indomani che si disputerà fra Iran e Israele. Non riguarderà nemmeno la partecipazione di Israele agli Asian Games, dove invece ha il diritto di partecipare in quanto membro dell’Asian Games Federation, o ai giochi olimpici o alla FIFA World Cup. L’esclusione verrà applicata solo in quelle competizioni che si basano su un sistema a inviti”.

Il giorno successivo alla sentenza della AFC, si svolse l’ultima partita di Israele nel contesto asiatico, con la finale dei Giochi Asiatici, persa proprio contro l’Iran. Una competizione assolutamente falsata, dato che nella fase a gironi sia la Nord Corea che il Kuwait si erano rifiutate di giocare contro Israele, perdendo così a tavolino. La finale, che si svolse di fronte 100.000 persone a Tehran vide la vittoria dei padroni di casa di misura grazie all’autorete di Shum

FRA OCEANIA ED EUROPA

Una nazione senza continente, questo è stato Israele dal punto di vista calcistico dopo l’espulsione dalla AFC per motivi politici (legittimi). Lo stato ebraico lasciava l’Asia con un titolo continentale per nazioni e ben tre Coppe Campioni conquistate da due club. Dopo una breve parentesi nella Uefa, la nazionale israeliana fu dirottata nelle confederazione oceanica. Per i mondiali del 1986 e del 1990 infatti, Israele partecipò alle qualificazioni mondiali contro Australia e Nuova Zelanda e Taiwan (l’altra esiliata) senza alcun nesso logico dal punto di vista geografico. Per un certo periodo infatti l’OFC è stata la Federazione nella quale venivano riversati gli stati non desiderati altrove. Israele riuscì comunque ad imporsi sui rivali in occasione dei mondiali italiani e giunse a disputare lo spareggio internazionale contro la Colombia, per soccombere sotto i colpi dei cafeteros.

Negli anni ’90 finì l’esilio e Israele divenne membro fisso della Uefa, nonostante tutto non è mai riuscita a partecipare ad una fase finale dell’europeo ne del mondiale. Il movimento calcistico israeliano è nonostante tutto in ascesa, con una nazionale che riesce comunque  a lottare per conquistare il pass alle competizioni internazionali, e club che riescono a raggiungere risultati sorprendenti nelle coppe europee, con l’Hapoel Be’er Sheeva, che nella stagione 16/17 ha battuto l’Inter sia all’andata che al ritorno nella fase a gironi dell’Europa League. Oggi il giocatore più rappresentativo di Israele è Eran Zahavi, attaccante con un breve trascorso a Palermo, dopo una rinascita dirompente al Maccabi Tel Haviv, si è trasferito proprio in Cina al Guangzhou R&F nell’estate del 2016, cambiando totalmente le sorti dei Blue Lions del Guangdong segnando a raffica, conquistando così un inaspettato sesto posto in campionato.

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